Milano 27 Agosto – Il TAR della Lombardia ha bocciato sonoramente la delibera 1497 della Giunta Pisapia che autorizzava i subentri di nuovi esercizi in Galleria in cambio di un aggiornamento dei canoni di affitto da versare al Comune. Trovano conferma le critiche espresse da Forza Italia e la richiesta di una Commissione di indagine proposta da tutte le opposizioni e bloccata ancora dalla maggioranza.
Finchè la Galleria sarà un bene gestito del demanio comunale, la legge non può essere aggirata con furbate come la delibera preparata dall’Assessore Castellano. Bisogna mettere a bando i locali quando scadono i contratti e meraviglia che dei paladini della legalità, quali si dichiarano Pisapia e compagni, abbiano agito con tanta discrezionalità, esattamente come nel caso dello sconto al Ristorante Papà Francesco.
I grandi marchi della Moda stanno praticando la politica del carciofo, staccando le foglie migliori e lasciando al Comune l’80% degli spazi con problemi e costi. Si aggiudicano senza gara gli spazi più pregiati, raggiungendo accordi con gli inquilini per le buon uscite, facendo contratti vantaggiosi col Comune e concedendo regalie sotto forma di restauri che il Comune purtroppo non sa più programmare.
In questo modo il Comune rinuncia a valorizzare tutta la Galleria nel suo complesso con mancati introiti che pesano sulle tasche dei contribuenti milanesi.
Forza Italia in tutte le sedi, compreso l’ultimo bilancio, ha proposto di intraprendere la strada più moderna del fondo di gestione per assicurare una gestione privata ed efficiente, pur rimanendo il Comune nella proprietà del Fondo. Così si sarebbe garantito un gettito di entrate correnti di 50/70 milioni annui, una valorizzazione di tutti gli spazi (anche i piani superiori e quelli interni), una programmazione di restauri completa e non limitata alle facciate. Inoltre si sarebbe evitata una galleria monotematica (solo moda) e si sarebbe potuto contare su una programmazione di spettacoli ed eventi che facessero vivere la galleria per tutta la giornata.
I privati e i grandi marchi sono necessari per il rilancio della Galleria, ma vanno gestiti con strumenti giuridici adeguati al tempo e non con la politica del “do ut des.”

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.