Milano non si merita queste primarie

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Milano 4 Ottobre – Si sa che la gente dà buoni consigli /sentendosi come Gesù nel tempio,/ si sa che la gente dà buoni consigli/ se non può più dare cattivo esempio. 

Così cantava De Andrè. Che con qualche decennio di anticipo riesce perfettamente a riassumere lo spirito del manifesto per le primarie presentato Sabato da Pisapia. Il quale, compiaciuto oltre ogni soglia di decenza, presenta i valori da condividere per chi vorrebbe concorrere a sostituirlo. La prima, netta, impressione è che se cinque anni fa ci fosse stato questo documento lui non avrebbe mai potuto correre. Si vede che nemmeno Pisapia vuole un altro Pisapia. Dopotutto lui a Milano ci vive e l’ideologia è bellissima, purché non venga applicata a casa tua, che invece va governata con pragmatismo. E pragmatico, in effetti il manifesto è, la prima linea guida è essere d’accordo con l’operato della giunta uscente. Il secondo è ignorare quanto scritto sopra e darsi ad una politica diametralmente opposta. Qualche esempio? Leggete sotto (il testo è quello riportato da Affaritaliani.it):

  • Milano capitale della legalità. Sappiamo che alla sinistra piace giocare sui termini. Ma una giunta che ha giocato col fuoco dei Centri Sociali (dalla Torre Galfa alla legittimazione del Leoncavallo come interlocutore istituzionale), che ha legittimato le occupazioni delle case popolari (per quanto in seguito ritrattata), che ha trasformato la Stazione Centrale in un Centro di accoglienza per profughi, fregandosene della sicurezza dei viaggiatori e che proprio in questi giorni sta lasciando annegare nel degrado Porta Venezia può davvero parlare di Legalità? A tacere della situazione delle periferie da Bruzzano a via Padova, dove ormai nemmeno i vigili urbani si addentrano più. Battaglia persa, probabilmente. E’ più facile vedere una passerella di assessori che una sola uniforme del Comune. Eppure l’attenzione alla sicurezza nel programma ritorna prioritaria. Per la serie, finora abbiamo scherzato. Ma da domani finisce la ricreazione.
  • Attirare capitali stranieri. Ricordo male o sono loro che hanno fatto chiudere McDonald’s in piazza Duomo? E che hanno mosso guerra a Dolce e Gabbana per motivi squisitamente ideologici? Sono loro che fino a ieri erano amicissimi dei No Expo, che ne contestavano le spese faraoniche e che, non contenti di quanto sopra, volevano la decrescita felice? Pare che chi succederà alla giunta dovrà rinnegare tutto e fare esattamente quello per cui nacque Expo. Andare a prendere capitali esteri e portarli a Milano. Come dei capitalisti qualsiasi.
  • Sostenere lo spirito d’impresa. Sì, dopo aver alzato tutte le tasse possibili, dai trasporti alle imposte sul reddito, in un’orgia di ideologia pauperistica. L’unica impresa che stanno sostenendo attivamente è l’industria di sfruttamento dei profughi, che gira a pieno regime. Però da domani si cambia eh! E se lo dice il gruppone di quelli che fino a ieri si scagliavano contro gli imprenditori evasori, dobbiamo per forza creder loro, non trovate?
  • Segue libro dei sogni su diritti, scuola e formazione. La fuffa ideologica immancabile a Sinistra.

In sostanza il comitato di saggi ha copiato un programma qualsiasi delle giunte precedenti a Pisapia e ci ha messo un po’ di ideologia rossa, cercando di farsi passare per il nuovo che avanza. Va, però, detto che qualcosa di quanto detto sopra lo hanno fatto. Per esempio in Piazza Duomo non puoi fare due passi senza che dei piccoli imprenditori stranieri ti blocchino, impedendoti anche con la forza a volte, di proseguire pur di poterti vendere delle carabattole inutili. Il prototipo dell’impresa che piace a sinistra. Equa, solidale, sostenuta da un meccanismo estorsorio e soprattutto del tutto aliena alla cultura liberale.

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