Acqua tra i binari e avvallamenti e il metrò 2 deve rallentare

Milano

Milano 8 Novembre – Le cause sono diverse e distribuite. Acqua tra Lambrate e Piola. Acqua (in proporzioni più massicce) in zona Sant’Agostino. E ancora: avvallamento all’altezza di Lanza. Linea aerea tra Loreto e Caiazzo. L’elenco (del quale le quattro segnalazioni sono soltanto una parte) è una radiografia dello stato di salute della linea 2 della metropolitana. In una pagina, i macchinisti della «verde» hanno riassunto tutti i punti nei quali sono costretti a rallentare la velocità dei treni: per infiltrazioni della falda, per problemi ai binari, per ridurre l’inquinamento acustico. Nella lettera, indirizzata alla rappresentanza sindacale dell’azienda, i delegati del metrò chiedono di rivedere le tabelle di percorrenza dei treni alla luce delle sempre più numerose «frenate» a cui sono costretti lungo il percorso.

La questione è in realtà molto più ampia, perché riporta in primo piano un tema già noto (ma non ancora risolto): la M2 ha bisogno di ristrutturazioni e interventi sulle strutture, perché tra le linee «anziane» è quella a cui negli ultimi anni sono state dedicate meno manutenzioni. Problema ormai «storico»: le infiltrazioni. Le gallerie costruite quando il livello della falda era molto più basso, negli anni sono finite «sott’acqua» e, allo stesso tempo, sono invecchiate. Dunque: l’acqua si insinua e si riversa sui binari. Bisogna impermeabilizzare le gallerie. L’anno scorso sono finiti i lavori, costati 10 milioni, sulle tratte Loreto-Piola e Lambrate-Udine. I treni hanno invece ancora il divieto di superare i 35 chilometri orari tra Piola e Lambrate. Qui il risanamento delle gallerie è ripreso il 2 novembre perché, ha spiegato il Comune, «i lavori comportano il transito a binario unico e quindi le frequenze sono necessariamente più lunghe. Per questo le attività sono state sospese nel semestre di Expo».

Mentre si mettevano le «toppe» nel tratto più a nord, si è accentuato il degrado intorno alla fermata Sant’Agostino. Qui, causa infiltrazioni, il limite di velocità dei treni è fissato a 30. L’impegno del Comune (perché il risanamento delle infrastrutture del metrò è di competenza di Palazzo Marino e non dell’Atm, che gestisce esclusivamente il servizio): «A dicembre scorso sono stati finanziati i lavori nella tratta Sant’Ambrogio-Porta Genova per 8,5 milioni. Metropolitana Milanese sta facendo le verifiche sui livelli di falda per poi procedere alla progettazione esecutiva».

Altrove stanno spuntando però altre situazioni critiche. Come a Lanza: qui l’unica certezza è che il limite di velocità è stato fissato a 20 chilometri l’ora. Alcuni macchinisti spiegano: «C’è stato un avvallamento dei binari». Nei tratti estremi della linea 2, dove i treni viaggiano all’aperto, il rallentamento obbligato dei convogli è dovuto all’inquinamento acustico. E se a Cologno bisognerebbe intervenire con delle barriere, non è comprensibile perché nella progettazione del nuovo tratto Famagosta-Assago non siano state previste le schermature del rumore verso il quartiere Cantalupa. Per questo, dopo le 21, tutti i treni devono viaggiare sotto i 50 all’ora.

Gianni Santucci (Corriere)

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