Milano 5 Dicembre – “Mi piace di più quando i viaggi cominciano, non quando finiscono. E la parola addio non è tra quelle che amo. Eppure il momento è arrivato. Ho un po’ di groppo in gola, ma sono qui, oggi, a dirvi che questo pezzo di storia è finita. Abbiamo fatto la campagna elettorale più bella del mondo” scriveva Pisapia, dopo la vittoria alle elezioni del 2011. E sembra un secolo fa per le tante illusioni elargite con abbondanza, ma sempre disattese, per quel proclamare come gioco di squadra vincente una coalizione tenuta insieme con lo sputo, per quell’insistere su un vento ideale di cambiamento che è stato imposizione ideologica ai danni dei cittadini. Oggi si può dire, perché è constatabile: 5 anni fa ha vinto uno slogan suggestivo, ha persuaso un programma fumoso di promesse, ha convinto una martellante e sleale campagna elettorale di parole vuote.
Al 7 dicembre inizia l’iter delle primarie con la raccolta firme. Renzi e Pisapia hanno raggiunto l’accordo su una proroga – dal 7 a fine gennaio – per la consegna. Il voto slitterà dal 7 febbraio al 28 o al 6 marzo. Ma per la sinistra sempre ispirata dal “Vento” ideale è bastato il nome Sala per vedere sciogliersi, come neve al sole, il famoso gioco di squadra, divorato da correnti e correntine interne e dalle gigantesche ambizioni dei singoli. Dice bene Chiara Campo su Il Giornale “Vince la linea «attendista». La discesa in campo del vicesindaco Francesca Balzani ha costretto assessori e consiglieri a rifare calcoli e posizionamenti. Chi aveva già firmato documenti pro Giuseppe Sala sta meditando di nuovo le mosse. Scommettere troppo presto sul cavallo sbagliato può far perdere una poltrona per i prossimi 5 anni. Con un’incognita di fondo: chi formalizzerà davvero la candidatura? Molti non mettono la mano sul fuoco nè sulla vice nè sul manager Expo. E se l’assessore Franco D’Alfonso, tra i capostipiti del movimento arancione, giorni fa ha parlato vagamente di «ricerca di una terza via». Giorni fa c’è persino chi è tornato a fare il nome dell’ex vicesindaco Lucia De Cesaris (ieri si è tolta un ennesimo sassolino dalle scarpe dopo le dimissioni a luglio, c’è una «sottile differenza – ha scritto su Twitter – tra sbattere la porta ed essere accompagnati fuori dalla porta»). Qualcuno giura che non si scontrerebbe alle primarie contro Sala, ma se ci fosse in campo la Balzani perchè no. Fantapolitica? “
Gli arancioni, inutile dirlo, non sanno dove sbattere la testa, la tensione si taglia con il coltello, il vento, così caro a Pisapia, è diventato bufera e non sa dove andare, ma potrebbe travolgere una sinistra divisa.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano