Milano 2 Aprile – Era Settembre 2015 e sembrava che la gioiosa macchina da guerra Arancione sarebbe riuscita a scaricare sui successori il problema Moschee. Tramite Bando aveva aggiudicato tre spazi, due agli Islamici ed uno ai Valdesi. I giochi erano fatti. Poi arriva la legge Regionale anti moschee. Tutto si ferma. La Corte Costituzionale ne boccia due articoli su 8, in particolare impallina il punto centrale, il perno. Ovvero che esista una differenza tra Religioni concordatarie e non. In molti, tra cui il sottoscritto, hanno creduto che fosse la fine della legge. Maroni no, aveva fatto notare che restavano in vigore gli altri sei punti. Voglio essere onesto con voi. Non ho idea di cosa dicano. Di certo sono stati un comodo alibi per gli arancioni in fuga, tra le macerie della propria ideologia. O meglio, bisogna fare una distinzione. Per Pisapia è una sconfitta netta. Lui era già in fuga per i fatti suoi, da una ricandidatura che lo avrebbe messo di fronte alle responsabilità politiche di un fallimento culturale. Dopo di lui è fuggita la Balzani, la Vispa Teresa rossa, che vista la mal parata ha ben pensato di non candidarsi nemmeno. L’ultimo rimasto a difendere il fortino era Majorino. Lui si era subito lanciato avanti. Dove, non si sa. Ma di certo avanti. Ecco, oggi pare che lo slancio in avanti fosse, più che altro, una fuga. L’idea del bando era sua. Anche lui aveva festeggiato per la bocciatura della legge. C’era un piccolo problema di cui, comunque, si era dimenticato. Quel bando il PD di certo non lo voleva tra i piedi durante le elezioni. Ingombrava. Quando Sala fosse dovuto passare per via Padova, ad esempio, la moschea in cantiere in via Esterle sarebbe stato un muro invalicabile. Quindi via il dente e via il dolore. L’unico, piccolissimo, dettaglio è che gli Islamici non l’hanno presa proprio benissimo. Ed è anche comprensibile. Pisapia sembra farsi dettare la linea da Maroni, per quanto lui invochi proprio quella sentenza che aveva abbattuto il pilastro centrale della legge di Regione Lombardia. Una beffa che Piccardo del Caim ha preso decisamente male. Le speranze che erano state coltivate. I sogni che erano stati fatti crescere. I soldi che sono stati spesi. Tutto in fumo, tutto buttato. Ed attenzione, se Pisapia riteneva che il bando fosse lecito, poteva sfidare la Regione in tribunale. Non ci ha nemmeno provato. Ecco, queste situazioni sono estremamente pericolose. Perchè danno armi agli estremisti, ai reclutatori, ai salafiti erranti. E non parlo del divieto sacrosanto di costruire madrasse spacciandole per innocui luoghi di culto.
No, il vero problema sono le promesse false e vuote. Gli Islamici moderati sono certo apprezzeranno la posizione di un Parisi che mette già i paletti e poi va avanti, piuttosto di quella di un Majorino che prima ti spenna e poi si accorge che ha sbagliato tutto. In ogni caso, nella grande fuga dalla rivoluzione annoveriamo un altro profugo. Chissà se il povero Majorino chiederà asilo politico e nel frattempo si farà ospitare da qualcuno facendo prendere loro i 35 euro al giorno previsti per chi accoglie i rifugiati…

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,