Milano 6 Maggio – Che cosa succede quando una cronista entra con una videocamera nel cortile di una casa popolare a Milano?
La stampa compiacente con la giunta arancione, o i reporter distratti disdegnano di girare per le strade di Milano, e tutto si descrive per telefono o copiando da altri giornali, a loro volta con articoli copiati dalle pagine Facebook di cittadini: e quasi nessuno ormai più racconta le storie vere di Milano, andando sul posto, magari a piedi: emerge così una città virtuale… Ma esistono anche storie che non sono tratte da un talent o da un reality, ma rappresentano la vera vita che scorre ogni giorno nei sotterranei delle case popolari, o nei mercati. Storie destinate a restare underground, nascoste dai tombini della censura, oppure nelle pagine di Facebook o nelle lettere ai giornali. Ma come vivono gli anziani in una casa popolare?
S’è mai visto un assessore arancione in una di questi palazzoni fatiscenti?
Ecco un primo racconto, davvero disperato, raccolto da un nostro cronista su segnalazione di un lettore.
Ci scrive infatti il signor Manlio S. da via delle Asturie: “ Cari amici, dovreste venire nel nostro cortile, per raccontare cosa succede ogni giorni. Paura, insicurezza, nessuno più esce di casa perché il racket delle occupazioni colpisce immediatamente .. Per fortuna che c’è la Serafina..”
Ed ecco allora la storia di Serafina di via delle Asturie …Una storia di occupazioni, di scarafaggi, di assedi, di mala amministrazione…
Mille spunti per raccontare Milano.
Come mandare i video racconti a Milanopost? Digitando “ contatti “, nel giornale on line, e mandando il link nello spazio dedicato; oppure con un messaggio nella pagina Facebook dove si raccolgono:
https://www.facebook.com/Io-corro-per-Milano-concorso-217419805287529/?fref=ts
I video saranno poi visibili nella rubrica: “La voce dei lettori”, nel giornale on line.
Un concorso, o un talent, o quasi… Correndo per Milano e filmando ciò che accade in diretta.. Le lettere dei lettori oggi si scrivono così.
(Talent ideato e realizzato da Claudio Bernieri, musiche originali di Luciano d’Addetta)