Milano 29 Settembre – Mi piace pensare alla prima stretta di mano, 80 anni fa, tra Berlusconi e la vita. Con la fiducia, l’ottimismo, la forza che è nel carattere e nel cuore dell’uomo. Una stretta di mano che era una promessa di lotta, di conquista, di tenacia.
Berlusconi e 80 anni di strette di mano nel segno del fare, dell’intraprendere, della politica. Con l’intuito geniale di una sana pazzia, con la perseveranza di una rara lucidità, con il disincanto delle inevitabili sconfitte.
Nella cifra tonda dei suoi 80 anni sta anche un bilancio di illusioni non realizzate, di ingiustizie subite, di tradimenti immeritati. Ma in qualsiasi modo si sia amato o odiato il personaggio, l’innovazione è stata il suo credo, la proposta del suo dire e fare, la cifra del suo comportamento. Nell’imprenditoria, nel calcio, nella politica. Con qualche caduta di stile nel linguaggio, nel gesto, nell’approccio quotidiano. Per quella stretta di mano con la vita che prometteva onnipotenza, vittoria, genialità.
E a quel “L’Italia è il paese che amo..” a stringergli la mano furono “in tantissimi”, perché l’uomo ispirava speranza, perché era un antipolitico, perché pensava come un uomo qualunque. E la sua empatia faceva dimenticare il vezzo di un trucco anacronistico, le barzellette di dubbio gusto, le gaffes gratuite.
La vera rivoluzione liberale è rimasta nelle intenzioni, nonostante i tentativi e le leggi positive per il Paese: la Storia chiarirà il come e soprattutto il perché. Ma Berlusconi ha segnato quella spinta propositiva da cui, oggi, non si può prescindere. Ha cambiato il modo di fare politica, ha interrotto percorsi segnati di illeberalità, ha dato forza all’idea di un’alternanza oggi ancora in discussione, ha svecchiato i riti dei tanti corridoi istituzionali, ha creato un linguaggio politico in cui riconoscersi, ha difeso l’Italia in ogni sede estera, ha spesso parlato con il cuore, ha vissuto con la tensione di chi sa vincere e vuole vincere. Dopo la recente malattia, un ritorno agli affetti più cari “Sto guardando in modo ancora incerto a quello che può essere il mio futuro. Quel che è certo è che passerò più tempo con i miei figli e i miei nipoti. Dedicherò più tempo alle persone a cui voglio bene. Come ho fatto questa estate. Ed è giusto così: cinque figli e dieci nipoti fanno un patriarca. E io questo mi sento”, confessa in un’intervista a Chi.
Lontano il teatrino della politica con le slealtà, i colpi bassi e i tradimenti dei finti amici “”Pensandoci bene, non mi viene in mente neppure un nome di un vero amico in politica. Ma non sono tipo da portare rancore: chi ha tradito non ha tradito me, ma gli elettori che l’avevano portato in Parlamento. La politica non mi ha mai appassionato. Mi ha fatto solo spendere un sacco di tempo e di energie. Se sono sceso in campo è solo per impedire l’ascesa dei comunisti al potere, visto che Tangentopoli aveva praticamente cancellato la storia e i protagonisti di tutti e cinque i partiti democratici che ci avevano governato per cinquant’anni. Non esistevano altre alternative. So solo che tanto in politica estera quanto in politica interna non ho mai sbagliato un colpo. E non sono caduto per colpa mia”.
Buon compleanno all’uomo Berlusconi e..una stretta di mano ora come allora. E che sia ottimismo, fiducia, forza.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano