Milano 13 Ottobre – Riporta Affari Italiani che sarebbe in programma una manifestazione, Lunedì prossimo, davanti a Palazzo Marino, organizzata dal Caim, con 600 partecipanti per dare manforte all’idea di costruire una Moschea a Milano. Evviva. Se ne sentiva il bisogno. Sulla vicenda commenta l’europarlamente Stefano Maullu:
“Il PD a trazione Saudita, dopo aver perso voci importanti come Nahum e Maryan Ismail, Lunedì subirà lo smacco di una manifestazione del Caim sotto Palazzo Marino? Queste iniziative non fanno bene al dibattito, come bene non fa continuare a mentire sul tema Moschea, che non potrà essere una sola, ad esempio. E non è nemmeno particolarmente utile nascondere la testa sotto la sabbia, non comunicando dati veri ed aggiornati alla Regione nell’ambito del censimento delle Moschee informali. In sostanza, se vogliamo ottenere qualcosa di concreto, cerchiamo di uscire dall’ideologia. E dalla Fratellanza Mussulmana, sempre che al PD interessi la pace sociale.”
Sì, in effetti dovremmo cominciare ad evitare le menzogne. Ad oggi ci sono decine, se non centinaia di Moschee nella nostra città. Quella legale dovrebbe sostituirle tutte. Il che è abbastanza ridicolo. L’Islam è un arcipelago, per quanto meno frastagliato della fede Cristiana. Inoltre le divisioni per lingua e provenienza esistono. Per cui ci saranno necessariamente più moschee. Quante non è dato sapere. Inoltre il Comune sta ritardando nel fornire una mappa di quelle esistente, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti per motivi meramente propagandistici. In ogni caso non è cosa che stupisca.
La cosa davvero sorprendente sono i numeri. I seicento del Caim, quando si manifestava contro il terrorismo, esattamente, dov’erano? Dove li nascondevano? Tutti in malattia? Per fortuna sono guariti in tempo per farci sapere che vogliono una o più moschee. Eravamo tutti in pensiero per la loro salute. Temo però che raccogliere seicento Islamici non troppo moderati sotto Palazzo Marino, magari urlanti, che pretendono che gli sia costruita una Moschea non sia proprio una scelta comunicativa azzeccata. Poi facciano loro, sia chiaro. Solo che non vorrei essere nei panni di Sumaya quando, tra un urlo ed un cartello, dovrà perorare la causa. In generale, il Pd pare volersi sempre più male e non gli si può negare una ferrea volontà di esprimere questo intento in maniera sempre più creativa.

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,