Milano 7 Marzo – Macao, ovvero il Centro sociale intoccabile e impunito. E le donne del Macao, ovvero la volgarità del Gesto “Su le gonne”. Scrive Giannoni su “Il Giornale”: Occupare uno spazio pubblico sottraendolo ai cittadini, vendere bevande evadendo le tasse, organizzare eventi e serate con ingresso a pagamento e senza permessi, addebitare i costi alla società comunale proprietaria dello stabile (quindi ai cittadini). Non solo: far passare tutto questo per qualcosa «di sinistra», qualcosa che vagamente ha a che fare con una dimensione sociale, collettiva. Serve una bella faccia tosta, per ammantare di motivazioni ideologiche un’attività del genere. Eppure Macao, occupa da quasi 5 anni una palazzina in viale Molise proprietà di Sogemi (in mano al Comune). Lo fa, spudoratamente, dal giugno 2012, quando dopo un lungo girovagare iniziato alla torre Galfa e proseguito nel settecentesco Palazzo Citterio, il collettivo si indirizzò verso l’ex macello di zona 4, non senza prima aver tentato un’incursione all’ex Derby in via Mascagni, in via Eginardo e infine al Lirico…. Pare che l’ingresso, opportunamente segnato col timbro lasciato sul dorso della mano, costasse 5 euro. E le consumazioni 2 euro e 50 l’una. Difficile pensare che su questi incassi si paghino le tasse. Ma i «compagni», si sa, possono fare questo e altro. Indisturbati.”
Una lunga storia all’insegna dell’impunità. Anzi con la benedizione tacita di Pisapia allora e di Sala oggi. Ma è all’ordine del giorno in vista della Festa della donna, un’iniziativa aberrante delle donne del centro sociale: Una manifestazione denominata “Su le gonne” che dovrebbe protestare con una marcia contro chi lede i diritti delle donne. E le “compagne” sono agguerrite e convinte, ma dove stanno il buon gusto, il buon senso in uno slogan che invita ad alzare contemporaneamente la gonna per mostrare la vagina? Una strumentalizzazione del corpo che dà la misura delle donne partecipanti, perchè focalizza la femminilità e i valori della donna là, con una banalizzazione così riduttiva da cancellare le vere lotte per la parità di genere. Anche a sinistra c’è imbarazzo. L’iniziativa destabilizza chi ha veramente a cuore i diritti delle donne. Ma, è evidente, che al Centro Sociale Macao, si pensa di poter difendere le donne in difficoltà, quelle che non hanno un lavoro, quelle che sono maltrattate, quelle che vivono in povertà, mostrando una parte del proprio corpo. Incomprensibile.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano