Piazza della Loggia fu un dramma, cerchiamo di non strumentalizzarla

Attualità

Milano 29 Maggio – Io per vivere faccio comunicazione. Ed uno dei principali rischi quando si vuol trasmettere qualcosa è strafare. Per esempio, se voglio comunicare l’esigenza di restare vigili sul tema del terrorismo possiamo dire, con il Presidente Mattarella:

[la strage] fu episodio di un attacco alla convivenza civile e ai fondamentali principi di umanità, fu un tentativo di destabilizzare la Repubblica, un colpo diretto alle fondamenta di una democrazia. La mobilitazione che mosse Brescia sin dalle prime ore dopo l’attentato – ricorda oggi il Capo dello Stato – unendo il dolore e il cordoglio per i gravissimi lutti alla consapevolezza della minaccia eversiva, è stata esempio e traino per la risposta che tutta l’Italia democratica è riuscita a dare, contrastando e respingendo la delirante strategia di gruppi di ispirazione neofascista. La Repubblica – continua Mattarella – è riuscita a sconfiggere i terroristi, grazie all’unità e ai valori del suo popolo. Per questo non possiamo e non dobbiamo dimenticare le ferite della nostra storia. E’ stato lungo e faticoso – osserva il presidente – il cammino per giungere alla conclusione dell’indagine e del processo sulla strage, con le relative condanne. La città di Brescia merita un ringraziamento particolare per la tenacia e la fermezza mostrata, espressione di un antico e radicato sentimento civico. Desidero esprimere ancora una volta la mia vicinanza e il mio apprezzamento all’associazione che ha riunito i familiari delle vittime e incessantemente ha operato per trasformare la memoria di una vicenda così tragica in fermezza democratica, a sostegno di una crescita collettiva”

E faremmo passare un messaggio. Non eccezionalmente coinvolgente, ma otterremmo un buon risultato. Oppure potremmo far salire sul palco una studentessa Islamica di 21 anni per farle pronunciare la memorabile frase:

“Siamo musulmani ma siamo bresciani. Apparteniamo a una città che ci ha accolto e il 28 maggio è anche il nostro 28 maggio. Siamo qui in punta di piedi e non vogliamo fare un’invasione, ma tendere la mano”

E domandarci, esattamente, cosa dovrebbe interessarci la religione di una studentessa di 21 anni che per me sarebbe potuta anche essere Ortodossa o Copta. Ma che con la strage di Piazza della Loggia non c’entra nulla. O meglio, è l’ombra dell’invasione. Non degli immigrati. Della Sinistra, che, come con il 25 Aprile, ha la brutta abitudine di prendere le occasioni pubbliche, intestarsele e poi riempirle dei contenuti che vuole. Tipo il 25 Aprile, in cui sfilano i Palestinesi, ma in alcune città non sfila la Brigata Ebraica. Ecco, se evitassimo di mischiare cose che non c’entrano nulla, nel vano tentativo di creare una visione globale di sta ceppa, sarebbe meglio per tutti. A partire dai morti.

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