Milano 5 Giugno – Il mercato milanese della droga è sottoposto a variabili che non sono mai impazzite ma sempre più «conseguenza» di un metodico studio basato su incroci molecolari, test di chimica, nozioni di medicina e farmacologia. Da inizio anno il Lass ha esaminato cinquanta diverse tipologie di stupefacente sequestrato in città. Nell’ottanta per cento dei casi si tratta di cocaina, eroina, marijuana, hashish e pasticche; nella restante parte, gli specialisti del Laboratorio di analisi sostanze stupefacenti dei carabinieri hanno scoperto droghe sconosciute e non ancora inserite nelle tabelle ufficiali, la cui validità scientifica è dirimente per gli sviluppi giudiziari che «sanciranno» o meno lo spaccio di sostanze vietate e quindi la punibilità.
Gli effetti e i danni Chi parla di «ritorno dell’eroina» ignora le dinamiche della storia della droga. In Italia è sempre stata «importata», lavorata e smerciata. Lo è da decenni: uno dei principali segnali della «modernizzazione» della mafia rurale in Sicilia fu appunto l’eroina. Semmai il cambiamento, anche se consolidato, è dettato dalla variazione dell’assunzione (non iniettata ma inalata) e delle sostanze da taglio. Sono per primi i criminali delle organizzazioni a voler evitare overdose. Non per tenere basso l’allarme sociale, le reazioni politiche e le contromosse delle forze dell’ordine, quanto – «banalmente» – per non perdere clienti. Il «boschetto» di Rogoredo nella periferia e l’enorme area del Parco delle Groane in provincia, due delle principali piazze di spaccio d’Italia con volumi e tecniche di vendita che ricordano la Secondigliano monopolizzata a Napoli dal clan Di Lauro, continuano ad avere code di persone in attesa di comprare. Si trova droga sì di pessima qualità ma ugualmente, se richiesta, di «qualità». E inoltre si troverà, ma questo vale per tutta Milano, stupefacente che prima di esser messo in vendita viene tagliato (diluito e suddiviso) con caffeina e paracetamolo. Per quale motivo? Vanno a «incidere» sui centri nervosi e «controbilanciano» gli effetti diretti della droga in sé, evitando un’overdose o quantomeno procrastinandola.
Vent’anni di analisi Il Lass è stato creato nel 1997. Oltre ad analizzare i reperti dell’attività dei carabinieri del Comando provinciale, analizza lo stupefacente confiscato dalla Guardia di finanza e dalla polizia locale. Questa triplicità di fonti di provenienza amplia giocoforza la visuale degli specialisti dei carabinieri sul mondo della droga. C’è una tendenza recente, viene spiegato in laboratorio, situato all’interno della caserma Montebello in via Vincenzo Monti, e riguarda quanto detto all’inizio: le nuove sostanze. Ci sono ragazzi oggi ricoverati per avvelenamenti che «disorientano» i medici, incapaci di scovare cosa esattamente sia in circolo nei corpi. Gli stessi assuntori riferiscono, genericamente, di aver magari inalato del profumo per ambienti. Perché è così che su Internet hanno acquistato le sostanze, prodotte in larghissima parte in Olanda e spedite con etichettature che a tutto fanno pensare tranne che alle droghe. E del resto non lo «sono». Contengono sì Mpdv (il metilendiossipirovalerone) ma mischiato ad altre sostanze frutto di composizioni chimiche difficili da individuare, isolare e certificare.
L’esplosione di Thc Altre due constatazione del Lass, che cade sotto la «giurisdizione» della Settima sezione del Nucleo investigativo guidato dal tenente colonnello Michele Miulli, sono relative al Thc – uno dei maggiori principi attivi della cannabis – e all’esponenziale consumo di marijuana. Stando agli ultimi dati, il Thc è schizzato da una media del 7 a una del 30 per cento, un aumento che «lega» il cliente al consumo avendo la mente e il corpo una maggiore e impellente necessità di droga. Mente e corpo che, comunque, possono essere «svincolati»: su certe persone incide non tanto l’assunzione della sostanza quanto la consapevolezza dei suoi effetti (la cocaina per avere una «botta» di vita e superare la stanchezza, l’eroina per avere il «down» e smarrirsi). Così come non su tutti noi, ogni diversa droga provoca il medesimo «risultato» ma è vincolata alle reazioni del singolo. Spesso si dice che un genitore attento riuscirà ad accorgersi se il figlio assume droghe. Vero e non vero. L’abuso di cocaina crea necrosi visibili e sostanze cosiddette «leggere» scuriscono i denti che diventano marroncini, ma le variazioni possono essere lente nel tempo e i cambiamenti d’umore essere considerati fisiologici in considerazione dell’età adolescenziale. Emerge una certezza, dal Lass: il poderoso aumento di cannabis è anche (e molto) il «risultato» del dibattito e dell’iter sulla liberalizzazione. I ragazzi considerano ormai la cannabis di fatto «legale», la comprano e ne abusano nella convinzione di non rischiare nulla sia con la salute sia se fermati dalle forze dell’ordine
Andrea Galli (Corriere)
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