Milano, spunta la cabina 2.0: arriva il touch screen

Milano

Milano 24 Luglio – Qualcuna un po’ acciaccata, qualcuna che non funziona, tutte praticamente inutilizzate. Resistono, ma sono sempre di meno. Le cabine telefoniche sparse per le vie di Milano sono 780. Il dato è aggiornato al 2016 ed evidenzia un trend in discesa: erano 1.353 nel 2012, 1.198 nel 2014, 899 nel 2015. I tagli sono iniziati tra il 2010 e il 2011, da quando cioè una delibera dell’Agcom ha imposto la dismissione dei telefoni pubblici, salvo casi in cui abbiano una funzione sociale particolare. Come negli ospedali, ad esempio, nelle stazioni, nelle metropolitane, in alcune scuole. Così, se alle cupole di strada si aggiungono queste postazioni si arriva, sempre nel 2016, a 1.689, contro numeri del passato più alti: 2.784 nel 2012, 2.495 nel 2014, 1.951 nel 2015. Ma servono ancora a qualcosa? Evidentemente no, visto che – questa volta il dato è nazionale ma molto significativo – se va bene ospitano in media poco più di una telefonata al giorno con 1,6 minuti di conversazioni calcolati da mattina a sera.

Sembra un’altra era geologica quella in cui Milano è stata all’avanguardia per la telefonia pubblica: basti pensare che proprio all’ombra della Madonnina, in piazza San Babila, è stata installata la prima cabina telefonica. Da allora, erano i primi anni Cinquanta, è cambiato tutto: “Prima degli anni Ottanta – ricorda Paolo Puglisi, oggi segretario regionale Slc Cgil Milano ma un tempo manutentore di impianti – persino in una città moderna come Milano ci voleva anche un anno per avere il telefono in casa. E anche quando, in quegli anni, si costruivano i grandi quartieri popolari, la prima cosa era installare le cabine pubbliche. Oggi – racconta – sono sparite anche dalla stazione Centrale, davanti alla quale molti anni fa ce n’erano a decine tutte in fila, tutte con la coda di persone che aspettavano di chiamare gli amici e i parenti”.

Il web, ma non solo, è pieno di nostalgici della cabina. Non molto tempo fa, a supporto del progetto di un artista che per la Milano Photo Week ha riempito la città di installazioni a tema, è nata su Facebook la pagina “Prontopronto” che documenta la storia delle cabine, tra quelle che non ci sono più e le sopravvissute. Ma la storia dei totem telefonici non vuole fermarsi qui. La Tim ha recentemente chiesto al Comune di Milano di poter installare i “Tim City Link”, cabine multimediali già presenti a Firenze: è una postazione digitale con tanto di touch screen per accedere gratis ad una connessione in fibra ottica, telefonare, accedere ai propri account social, o ricaricare il cellulare. Nel frattempo procede, anche se lentamente, la dismissione delle vecchie, insieme ad un calo nella distribuzione delle schede telefoniche: “Anche quelle non si trovano quasi più dal tabaccaio”, spiega Puglisi. Se proprio serve il telefono pubblico, si possono usare le monete. E se proprio non si vuole vedere scomparire definitivamente la cabina, basta mandare una mail a cabinatelefonica@cert.agcom.it dimostrando, però, che serve davvero.

Federica Venni /Repubblica

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