Pranzi, animazione e compagnia. Un oratorio estivo per anziani alla Bovisasca

Milano

Milano 1 Agosto – I nuovi arrivati si presentano in abbigliamento più formale, soprattutto le signore. Quando arriva il momento di sedersi a tavola qualcuno appare ancora un po’ imbarazzato, intimidito. Ma i piatti del signor Luciano – lo chef – aiutano a sciogliere il ghiaccio. Poi, sotto il pergolato, il pomeriggio scorre veloce. Succede così ogni estate, da undici anni, alla parrocchia di San Filippo Neri, alla Bovisasca, periferia nord, quartiere dove quasi la metà dei 7-8 mila abitanti ha già contato almeno 60 primavere ma che non offre spazi o servizi rivolti a loro. E allora quando finiscono le intense settimane dell’oratorio estivo per i ragazzini ecco che inizia quello per gli anziani. L’idea è nata nel 2006, quando l’associazione Locanda di Gerico, nata all’interno della parrocchia, ha pensato di trasformare il servizio di consegna dei pasti a domicilio agli anziani durante il mese di agosto in un pranzo conviviale negli stessi locali che fino a pochi giorni prima avevano ospitato i loro nipotini. Ha funzionato e allora l’estate successiva l’esperimento è stato ritentato, aggiungendo anche qualche attività pomeridiana – dal lunedì al venerdì – e da lì ha preso forma un’agenda sempre più ricca, insomma, un oratorio della terza età.
La grande differenza, rispetto ai bambini, è che ben pochi fanno gli schizzinosi sui piatti: altro che pasta in bianco e formaggino, il menù è apprezzato proprio per la sua ricchezza e varietà. «I più snob preferiscono mangiare a casa loro e si presentano nel pomeriggio- racconta il parroco don Denis Piccinato -. Quest’anno sono in trentacinque, ma le presenze variano a seconda delle giornate e delle settimane».

Arrivano tra le 11.30 e mezzogiorno e quelli che hanno difficoltà a muoversi hanno a disposizione un’auto che li va a prendere e li riaccompagna a casa. «Verso mezzogiorno si va a pranzo e a me piace servire a tavola perché è il modo migliore per riuscire a parlare con tutti – aggiunge don Denis – la quota di partecipazione è di 5 euro, ma solo per chi può pagare senza difficoltà». Con l’appoggio di due suore e qualche volontario, le ore scorrono tra partite a carte, giochi di società, molte chiacchiere e a volte anche animazione e balli. Ma serve musica di revival: va molto forte quella degli anni Quaranta. Nel tardo pomeriggio, senza orari prestabiliti e senza fretta riprendono la via di casa. Qualcuno si fa riaccompagnare dall’auto di servizio, altri si incamminano in gruppo. Nascono amicizie, le solitudini – almeno per qualche ora, almeno per qualche settimana – si annullano reciprocamente. «Qui trovano compagnia e la risposta a piccole esigenze quotidiane – osserva suor Luisa Plebani – e anche se i racconti sono sempre gli stessi, per gli anziani ogni giorno è nuovo». Anche quando l’estate se ne sarà andata, per loro le porte dell’oratorio resteranno aperte tre pomeriggi alla settimana e per un pranzo al mese. Ma ora l’attesa è per Ferragosto: menù speciale e a tavola ci si ritroverà in oltre cento, compresi figli, nipoti e tutto quelli che vorranno esserci.

Gkampiero Rossi (Corriere)

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