Saviano sull’Espresso dà i numeri?

Attualità

Domenica esce il sermone di Scalfari. Ieri è uscita l’integrazione di Saviano. Il tema è quanto cattivi siamo noi che ci illudiamo di poter decidere in autonomia quanti stranieri possiamo accogliere. Nulla di particolarmente nuovo. Però un dato sconcertante c’è:

 Solo un esempio: 27mila sono gli spacciatori italiani, poco più di duemila gli stranieri

Apperò. Il numero è spettacolare, solo uno spacciatore su sei, circa, è Italiano. Il dato è interessantissimo, perché la popolazione carceraria, invece, vede 37 mila Italiani e ben 19 mila stranieri, due terzi ed un terzo. Questa cifra è sovente citata perché, rispetto alla popolazione immigrata in Italia, i detenuti sono tre volte tanto. Se, infatti, nel 2016 i cittadini stranieri erano meno del 10%, i detenuti sono circa il 34%. Salvo nello spaccio di droga, dice Saviano. Ed è una posizione peculiare, soprattutto perché non trova alcun riscontro nei dati ufficiali presentati alla Camera: in carcere il 39% dei detenuti per droga è immigrato. Sul totale dei segnalati ci avviciniamo al 50%. Quindi, su 50 mila segnalati all’autorità giudiziaria sono 25 MILA i non Italiani. Non duemila. VENTICINQUEMILA.

Adesso divertiamoci un po’ con la psiche dello scortato più famoso d’Italia. Ovviamente la prima obiezione che si può muovere a quanto detto è che, nei numeri che ho riportato, c’è di tutto: dalla produzione alla detenzione. Però la peculiare idea che gli immigrati facciano tutto, ma proprio tutto, salvo vendere, mi pare abbastanza strana. Inoltre, si potrebbe anche dire che Saviano non parla da nessuna parte di “spacciatori in carcere”. Verissimo, ci mancherebbe. Ma allora di che parla? Di quelli attualmente in attività? Mi parrebbe strano, dovrebbero essere certamente di più dei segnalati. Quindi almeno più di due volte tanti rispetto ai 29 mila indicati dal nostro. Ai soli condannati? Se consideriamo i definitivi, applicando le percentuali del Ministero degli Interni, otteniamo 12 mila Italiani, circa e 3,5 stranieri. Ed anche qui i conti non tornano. Sommandoci i condannati non definitivi il totale arriva a ventimila. Ne mancano novemila, che non si sa dove siano.

In definitiva, con la frase del nostro scrittore Napoletano preferito, il problema è uno solo: mancano le fonti. In questo articolo voi vedete due documenti ufficiali. Belli o brutti, completi o meno, forniscono una base di discussione. Senza i dati, con affermazioni tranchant ed omettendo le fonti non si va da nessuna parte. Lo ha detto, pochi giorni fa, anche una corte d’Appello esprimendosi sul plagio di Gomorra da una serie di articoli di terzi. Terzi che hanno rischiato la vita parlando di Camorra, ed ora non hanno nemmeno un attico a New York da cui pontificare sui numeri dello spaccio in Italia.

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