Milano 7 Settembre – Dovendo scegliere tra Minniti, lo sbirro, e Gino Strada, l’amico degli amici, io non ho dubbi. Voglio dire, non è che io ami Minniti. L’uomo che censiva le case sfitte, guardando rapace ai beni degli Italiani per risolvere i problemi di accoglienza. Di sicuro, io con l’uomo che curava i Talebani non voglio avere nulla a che fare. E, se mai potessi avere dei dubbi ci pensa il Beppe nazionale a togliermi ogni dubbio:
“E’ un’operazione di cui Milano credo debba essere fiera – ha detto ieri il sindaco, Giuseppe Sala – perché qui c’è il cuore di un’organizzazione come Emergency e il cuore di Milano, ma anche la razionalità. Recuperiamo infatti una scuola abbandonata da tanto tempo e lo facciamo lavorando con realtà che sono disponibili a prendersi la propria quota di rischio. Reiteriamo così la collaborazione tra istituzioni e associazioni che portano l’anima milanese in giro per il mondo. Di fronte a questo bell’esempio noi dobbiamo accelerare le procedure e continuare sulla strada di recuperare al meglio gli spazi che abbiamo”.
Prosegue questa bellissima parata di buoni, buonisti e bonaccioni:
“Siamo molto orgogliosi di avere vinto il bando. Abbiamo una struttura accogliente e aperta alla cittadinanza che rappresenta molto bene i nostri valori” ha aggiunto la presidente di Emergency, Rossella Miccio. “Ce la metteremo tutta – ha garantito il fondatore dell’ong, Gino Strada – per dare un’impronta culturale dei valori sui quali si fonda una società davvero civile. Non è solo questione di migranti ma di povertà, anche di tanti italiani che non hanno più diritti fondamentali come quello a essere curati”.
Per fortuna, poi, Gino il caritatevole, viene nella Regione con la migliora sanità Italiana a creare laboratori mobili. E forse fissi. Perché la sanità privata fa schifo:
Per questo oltre agli uffici e agli spazi per eventi Casa Emergency ospiterà anche un “punto di informazione e accompagnamento in ambito sociosanitario” e Strada non esclude in futuro di creare un polo di cure cliniche anche a Milano, dove l’associazione già opera con ambulatori mobili. “Se potremo dare una mano con una struttura fissa lo faremo molto volentieri” ha concluso il medico, secondo il quale “gli italiani sono poveri rispetto a qualche decennio fa” e “si vanta spesso la medicina privata che è una schifezza totale. L’ingresso del profitto ha condizionato il venir meno di risorse nelle strutture pubbliche”.
Qui ci sono due sole possibilità: o Strada ed Emergency sono diventati dipendenti dal ministero della Sanità, oppure, indovinate, sono privati anche loro. E sul puntare al profitto, di norma le altre imprese non fanno pagare i servizi a chi non li usa. Cosa che Emergency fa. Infine, sul profitto io comincerò a dare credito al medico rosso quando lui non prenderà più un centesimo dalla sua associazione.
Ecco questo duo critica Minniti. Quello che ha ridotto dell’81% gli sbarchi in Agosto. Voi avete davvero dei dubbi da che parte stare?

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,