Milano, tentato abuso su bambina di sei anni in un portone: è caccia al pedofilo

Milano

Milano 15 Settembre – La notizia non è solo di cronaca. Dopo lo stupro nei confronti dell’ottantenne, ieri il tentato abuso su una bambina di sei anni, si può parlare di mancanza di controllo del territorio, di insicurezza diffusa, di pericolo. Ma a questa Giunta che amministra Milano, pochissimo importa che la mancanza di sicurezza non sia solo percepita, ma reale. E i fatti di cronaca sono a dimostrare che la paura ha una sua ragion d’essere. Riferisce Repubblica “Mi ha detto ‘andiamo’ ma io non volevo. Non lo conoscevo”. Il racconto che arriva sul tavolo del terzo Dipartimento della Procura di Milano, specializzato in violenze sessuali e sui minori, è lucido. Lo stesso che la bambina di 6 anni aveva fatto al fratello maggiore e poi ai genitori, cinesi di zona Sarpi, la sera di domenica. “Allora mi ha preso per una spalla, mi faceva male. Mi ha fatto entrare in un portone, non di casa mia, ma in un palazzo vicino. E continuava a spingermi, fino a un cortile “.

Qui, confermerà la piccola anche agli psicologi in audizione protetta, il pedofilo avrebbe provato ad abusare di lei, sbottonandosi i pantaloni. E solo le urla della vittima, che avrebbero richiamato i condomini della casa di ringhiera in piena Chinatown, avrebbero impedito che il violentatore andasse oltre. Lavorano senza sosta, e in un riserbo assoluto, a questa storia di orrore in pieno centro milanese i magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Cristina Roveda.

E le indagini, affidate ai poliziotti della Squadra mobile guidati da Lorenzo Bucossi, avrebbero già trovato riscontri importanti. Grazie soprattutto alla precisione del racconto della piccola, che da subito aveva indicato il suo aggressore in un omone di una quarantina d’anni, italiano o dell’Est europeo, con un paio di jeans e una maglietta blu. E le immagini delle telecamere in zona Sarpi, soprattutto quelle all’esterno e in uno dei cortili del palazzo dove l’orco ha spintonato la bambina, avrebbe inquadrato la sequenza, lunga meno di un minuto: la vittima spintonata per la spalla dentro al portone, il pedofilo che la segue e poco dopo esce di corsa.

Un’indagine delicatissima. Che, nonostante manchino riscontri biologici – la visita alla Mangiagalli ha scongiurato che ci siano stati rapporti di alcun tipo tra la piccola e l’orco – poggia su basi molto solide. La polizia avrebbe già identificato l’aggressore, visto camminare alla svelta sotto un’altra telecamera di Chinatown, e sarebbe anche vicinissima al suo fermo.”

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