Milano 23 Settembre – Questa Milano sfacciata, sciatta, puttana, venduta, senza pudore…Una Milano irriconoscibile che espone il proprio ventre di degrado senza vergogna, venduta all’irrazionalità e alla violenza di chi dovrebbe dire “grazie”, sciatta e senza decoro, abbandonata al capriccio di una criminalità impunita.
Vittima di tante parole vuote, di promesse non mantenute, di sogni inventati per illudere gli allocchi, di incapacità gestionale, di manie di grandezza senza costrutto, di mancanza di visione strategica, di sorrisi ipocriti.
Una volta Milano era dei milanesi, oggi è multietnica, multiculturale solo nel pio desiderio della sinistra a cui è sufficiente fare manifestazioni in favore degli immigrati, per parlare di integrazione e di inclusione sociale. Per ora hanno fatto solo un’operazione di esclusione sociale dei poveri, degli anziani indigenti, delle, genericamente, periferie. E il ventre di Milano, quello vero, quello che ha faticato nelle fabbriche, quello che non va in centro perché è caro, convive, meglio deve convivere, con gli ospiti che defecano nei parchi, che bivaccano in ogni angolo, che scippano, che spacciano, che violentano senza pietà.
Una volta il milanese, passando in piazza Scala, guardava le finestre illuminate di Palazzo Marino e pensava “Il Sindaco sta lavorando anche per me” Oggi per chi lavora Sala? E Majorino e gli assessori tutti?

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano