Milano 8 Ottobre – Uno legge un articolo. Lo rilegge. Lo legge ancora. E magari pensa, all’inizio: “Toh, qualcuno è uscito dalla Città Proibita, dal Quadrilatero della Moda, ed ha scoperto che le piste ciclabili non risolvono il problema della viabilità. Anzi, magari sono parte del problema. Si sono magari accorti che a Milano, in periferia, ci sono problemi di parcheggio, soprattutto i periferia”. E sei contento. Finalmente ridurranno i marciapiedi, speri. Smetteranno con piste ciclabili inutili. Daranno permessi edilizi. No, figuratevi. I geni hanno l’idea del secolo: vai di strisce blu. Posti a pagamento per tutelare i residenti dai cattivi extra Milanesi che vengono qua a rubare il posto ai Milanesi.
C’è un elemento ovviamente molto comico in tutto questo: la gente che viene dallo Zambia è benaccetta, quelli di Corsico puzzano. Chi viene qua in cerca di assistenza e per ottenere aiuti con le nostre tasse, è un fratello che va compreso. Chi viene qui perché ha un lavoro e vuole produrre (facendosi poi derubare dallo stato), va spennato e punito. E via di questo passo. Per i pendolari non ci sarà alcuna manifestazione di solidarietà. D’altronde, qualcuno il conto lo deve pagare. E così, via di strisce blu.
A questi progetti si aggiunge un nuovo e parallelo piano di stesura di strisce blu che risponde a una richiesta avanzata dai residenti. Sono tre gli ambiti che saranno interessati a breve: il Sempione-Cenisio dove sono appena state dipinte e che entreranno in vigore lunedì; il Maciachini-Dergano-Affori-Comasina; la zona Sammartini-Greco. In altri tre quartieri arriveranno strisce blu entro il 2018: a Bisceglie, vicino alla fermata della metropolitana, a Città Studi – Lambrate – Feltre – Rizzoli e in zona corso Lodi – Corvetto. “Tutela della sosta dei residenti e regolamentazione ma soprattutto parcheggi di interscambio sono per noi strategici perché consentono un uso più razionale dello spazio pubblico e dell’uso dell’auto”, sostiene l’assessore ai trasporti Marco Granelli.
Ma la sosta selvaggia in città non riguarda solo i pendolari. Altro quartiere da cui arrivano continue proteste è San Siro, assediato dalle auto per ogni evento legato allo stadio: “Con l’apertura della M5 le cose sono migliorate – dice Lorenzo Zacchetti, consigliere al municipio 7 – ma ancora c’è molto da fare, perché la zona deve ambire sia ad ospitare grandi eventi, sia a garantire i diritti dei residenti. Serve una riflessione sulla limitazione del traffico in occasione di partite e concerti”.
Riporta Repubblica. Certo, ai residenti non piace mai la sosta selvaggia, ed hanno ragione. Solo che inviterei tutti i residenti a riflettere sul fatto che Milano è grande. E che, prima o poi, usciranno anche loro dal quartiere. Ed a quel punto, non saranno più residenti, ma stranieri qualsiasi. Pronti ad essere spennati dall’amministrazione. I parcheggi sono sacrosanti. Le strisce blu nelle vie d’accesso dei pendolari sono un atto infame contro chi lavora. La cui difesa, a tutta evidenza, alla sinistra interessa sempre meno.

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,