Milano battuta perché l’Italia è debole in Europa

Fabrizio c'è Milano
Milano 21 Novembre – Milano ha perso l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) per un sorteggio. In un secondo, con un criterio del tutto casuale, sono spariti migliaia di posti di lavoro e un grande indotto per la nostra città.
Per candidarsi Milano aveva prodotto un buon gioco di squadra: Regione, Comune, imprese, Università, parlamentari. Tutti si erano impegnati, in maniera per una volta coesa. E il dossier di Milano era certamente il più completo: sede già  esistente, sistema dei trasporti efficiente, capacità  di accoglienza rodata etc..
Ma a votare non erano i dipendenti di Ema o una giuria super partes, bensì i governi di 27 Stati europei. Dunque erano decisive le alleanze e, diciamolo pure, gli scambi che ogni Governo era in grado di fare.
Ecco  perché oggi è inutile prendersela con le assurde regole del baraccone europeo ch,e manco fossimo a Giochi senza frontiere, prevedono il sorteggio in caso di parità. Paghiamo un Governo debole che non ha alcuna strategia di alleanze in Europa. Gentiloni, Alfano e la Lorenzin non rappresentano nessuno e in Europa lo hanno capito bene.
Il nostro problema nella UE è sempre il solito, vale per l’Ema come per l’Immigrazione o per le banche: non abbiamo costruito una rete di alleanze con i paesi mediterranei che ci consenta di controbilanciare lo strapotere di Berlino e Parigi.
Oggi forse è  il caso di riconoscere i miracoli fatti da Letizia Moratti per ottenere la candidatura Expo o quello di Silvio Berlusconi che, in una competizione simile a quella di ieri, portò a casa l’Agenzia per l’Agro Alimentare a Parma.
Milano intanto tiri fuori il suo carattere e si butti a testa bassa verso nuovi obiettivi: la sua dimensione internazionale e le sue eccellenze non sono sminuite dal sorteggio.

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