Milano, 25 Aprile. Oltre alle tristi ed ormai puntuali contestazioni alla Brigata Ebraica al corteo ufficiale, quest’anno si è deciso che la stupidità umana non potesse avere limiti. E così, pensando a come farsi notare di più, un gruppo di imbecilli hanno fischiato gli ex deportati nei campi di concentramento. Gli ex deportati. Capite? Va detto che c’è una discreta coerenza in tutto questo, dopotutto il Gran Muftì di Gerusalemme era uno stretto alleato di Hitler.
Macerata, 25 Aprile. Davanti al Comune viene appesa una riproduzione in cartapesta di Mussolini. Ovviamente a testa in giù. Ma siccome la creatività di certa gente è qualcosa di spettacolare, non ci si ferma a questo: i bambini vengono invitati a colpire la testa del fantoccio con lunghi bastoni. È una pignata. Alla fine caramelle per tutti. La stupidità di certa gente brilla nel cosmo. Il Sindaco, regolarmente dopo, condanna. Con calma. Dopo, però, domandiamoci perché Traini viene applaudito all’entrata in carcere. E facciamoci lunghi trattati sopra, mi raccomando.
Pavia, 25 Aprile. Diffusi volantini con le teste mozzate di Salvini, Trump, Putin ed Erdogan appese a testa in giù, con il motto facciamo penzolare ancora i fascisti. A farlo la stessa area che si lamentava che le proprie case erano state marchiate con degli adesivi, recanti la scritta: “qui abita un antifascista”. Quando si dice voler stemperare gli animi. Pacata, come sempre la replica di Salvini: “Idioti e vigliacchi, non ci fate paura. Io vado avanti! #primagliitaliani”.
Su questo giornale lo denunciamo da mesi: risvegliate il mostro dell’antifascismo militante e ne pagheremo tutti le conseguenze. Puntualmente ci siamo. Nonostante la grancassa dell’adunanza contro il mostro non batta più, i tamburi negli abissi continuano la loro fosca melodia. Ed a breve qualcosa di ben peggiore di questo risponderà. È, purtroppo, inevitabile. Come in MacBeth, le sue mani sporche di sangue non possono essere lavate e questo lo condanna alla follia, così gli eredi morali dei carnefici di Giuseppina Ghersi non possono trovare pace. E, non trovandolo loro per primi, devono negarla anche agli altri. L’unica cosa che garantisca un minimo di quiete è il silenzio, durante il quale nulla si muova. Ma chi rompe il silenzio, risveglia il drago. E su di sé prende le conseguenze, previste ed impreviste. Volute e non volute.

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,