Per la serie piccoli imprenditori crescono, la carriera da Narcos di due diciottenni si chiude, o almeno subisce un brusco arresto qua. Fermati ieri dopo la soffiata di un vicino di casa i nostri eroi riescono a chiudere la giornata con una zuffa che coinvolge 13 persone. Questo il racconto di Repubblica:
Arrestati anche Patrick C. e Christian M., entrambi 18enni, che in casa loro gestivano una sorta di centrale della droga. Nei cassetti delle loro stanze gli agenti hanno trovato oltre 3mila euro in contanti, materiali per il confezionamento e bilancini. Ma soprattutto quasi 900 grammi di marijuana, quasi 200 grammi di hashish e 83 grammi di anfetamine Mdma. La marijuana (per la precisione 905 grammi) era divisa così: 1 sacchetto da 6 grammi targato “orange blue”; 2 da 10 grammi dal nome “afghan rey”; 70 grammi dal nome “silver” e 6 dal nome “blue mystic”, infine 6 grammi di marijuana chiamata “amnesia”, altre confezioni, anche consistenti come una busta da 480 grammi e una da 170 senza nome sono state trovate in varie parti della casa.
L’hashish (162 grammi in tutto) aveva invece, su una delle confezioni, la targhetta “diamond”. La droga più pesante, cioè l’Mdma, che si presentava in cristalli bianchi e trasparenti, era contenuta in barattoli di vetro da 80 e 3 grammi. Parte dello stupefacente è stato trovato in cucina, nelle stanze, e addirittura in cassette di sicurezza. L’operazione però ha avuto un ulteriore sviluppo perché il padre di uno dei due arrestati, Patrick, che vive nello stesso stabile, poco dopo ha dato origine a una rissa, accusando un vicino di casa di aver indicato alla polizia il figlio e di essere quindi la causa del suo arresto. Il rivale, sebbene con diversi precedenti per droga, era tuttavia estraneo ai fatti. Questo però non ha impedito che ben 13 persone fossero coinvolte nella zuffa, poi bloccata dalla polizia. I due ragazzi, ufficialmente studenti, in realtà nullafacenti, attendono la convalida dell’arresto.
In trasparenza si nota l’ipotesi maliziosa che il vicino disturbato dal forte odore di Marijuana fosse in realtà parente di un altro spacciatore. Insomma, che non si sia trattato di dispute condominiali, ma di un modo creativo di risolvere una questione di concorrenza. In effetti, la polizia ci è riuscita benissimo. D’altronde non è una novità, lo Stato non vuole concorrenza. Ed a spacciare droghe leggere ci possono pensare solo soggetti qualificati, dotati di licenza e che pagano regolarmente la protezione. Insomma, val come sempre il motto: non rubare, lo Stato non tollera la competizione. Un’ultima precisazione: per quanta fantasia si possa avere via Villani NON è a Greco. Magari per qualcuno sarà un dettaglio inutile, ma serietà impone di non diffamare una delle ultime perle Milanesi.

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,
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