Milano 2 Giugno- Eppure c’è una complicità speciale tra Salvini e Di Maio. Nei gesti, nei sorrisi, nelle cose non dette, ma sussurrati da uno sguardo, da un’emozione. Non è ancora un innamoramento, ma il lavoro comune per l’arcinoto contratto ha evidenziato un fil rouge di intenzioni che li unisce e che si chiama determinazione. Quanto sia sincera, quanto invece abbia giocato l’ambizione personale si vedrà, ma oggi le dichiarazioni dei due vicepremier si appellano al fare, al fare subito. Una concretezza a priori che si scontrerà con i meccanismi dei procedimenti istituzionali, con le coperture finanziarie, con l’Europa, ma traspare una volontà che apre il cuore agli elettori dei due schieramenti. E non c’è nulla di ideologico, di schema filosofico, di retaggio di dottrina, ma soluzioni pragmatiche per quei bisogno che il “popolo” sente sulla propria pelle, nel quotidiano. E in fondo questo intercettare i desideri della gente è l’elemento che li accomuna. E se il centrodestra si chiede quale sia il suo futuro, deve tener conto anche del feeling che si va creando. Perché anche se realizzassero pochi punti programmatici, sarebbe una vittoria.
Berlusconi promette opposizione per un governo “pauperista”: si spera sia attento e intelligente, equilibrato e finalizzato al Bene del Paese. L’amicizia di Brunetta e Tria fa ben sperare. Nel 94 Berlusconi ha promesso un sogno liberale contro l’ideologia antistorica del comunismo, oggi è il tempo dei piccoli sogni per un’ingiustizia sociale dilagante, per il lavoro che manca, per una riaffermazione dell’identità nazionale. Ma a Salvini conviene ricordare che fino ad oggi la Lega ha conquistato Regioni e Comuni con il determinante appoggio di Forza Italia e Fratelli d’Italia, schieramenti a cui ha messo il veto un Di Maio capriccioso e antidemocratico. E Salvini ha accettato.
Lasciamo alla sinistra la piazza che è il rifugio di chi non ha idee. Lasciamo alla sinistra le urla viscerali dei perdenti che non sanno trovare neppure la propria unità.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano