Milano è la capitale delle auto condivise: uno su tre è iscritto ad un qualche servizio del genere. I numeri sono, evidentemente, enormi. Ma si può fare sempre di più. Il car sharing ha alcune zone, per forza di cose, d’ombra: il primo dei quali è sicuramente quello di Maometto e della montagna. È il cliente che deve andare alla macchina. E, soprattutto in periferia, questo non è sempre comodissimo. Il secondo è di responsabilità: chi guida risponde di tutto il rischio, chi viene trasportato ha tutti i vantaggi e nessuno dei problemi. Inoltre c’è un problema a condividere questa pratica: manca una piattaforma per condividere tra utenti la macchina. Che, quindi, viaggia per lo più vuota. Qui, ovviamente, non si vuole fare la morale a nessuno. Ma il problema c’è. Per fortuna anche la soluzione:
“Entro la fine di questo anno – spiega Stefano Salzani responsabile commerciale di Taxiblu 02.4040- contiamo di poter avviare a Milano e provincia il nostro servizio di Taxi condiviso. Da circa un anno infatti Taxiblu è al lavoro in tal senso, grazie al supporto del partner commerciale BePooler, per sviluppare un reale servizio Taxi condiviso fra passeggeri che intendono percorrere lo stesso tragitto. Una nuova idea di concepire il Taxi e il modo di muoversi in città e non solo che innanzitutto comporterà un risparmio di soldi per i clienti, privati e aziende, e soprattutto un concreto guadagno in qualità dell’aria per la città. Con questo servizio miriamo ad essere degli “aggregatori” di persone che spesso, pur conoscendosi o lavorando insieme ad esempio utilizzano mezzi differenti per raggiungere la medesima destinazione pur partendo dallo stesso luogo o dalle immediate vicinanze.
La realizzazione di un servizio come quello di Taxi-pooling – conclude Salzani- è ambizioso ma sono certo sarà a suo modo anche un nuovo modo di conoscere meglio colleghi o vicini di casa o più semplicemente tante persone con le quali condividere un tragitto comune, in comodità e risparmiando”.
Questa idea dimostra anche alcune cose: non è vero che i Taxi sono un monopolio inutile, chiuso ed uno ostacolo alla crescita del mercato del trasporto. Possono, invece, essere un motore di innovazione ed un volano di sviluppo. Non è, inoltre, vero che i tassisti siano contrari, alle app. Ne hanno di loro ed offrono un servizio perfettamente sovrapponibile ai concorrenti. In termini di qualità informatica, ma a costi minori e con un controllo ferreo sulle licenze e sui requisiti di chi le prende. Insomma il Taxi non è il passato.
È una delle porte su un futuro fatto di meno macchine in strada e di più passeggeri felici. Soprattutto se il Comune aumenterà davvero il costo dei biglietti dei mezzi pubblici. Dimostrando, sempre ve ne fosse bisogno, che il privato, in un mercato più o meno regolato, resta più efficiente del pubblico. Anche nella città più all’avanguardia d’Italia.

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di startupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,