La notizia è dei vescovi siciliani che, dopo 5 giorni, avrebbero fatto una riflessione “Il dramma delle 150 persone costrette a restare sulla nave Diciotti dimostra con sempre maggiore evidenza che l’Europa come ‘soggetto umano’ non esiste: civiltà, culture, arte, poesia, letteratura, musica, bellezza, è tutto travolto dallo tsunami dei soldi e del calcolo…
Nella nota si legge anche “Come Chiesa presente in Sicilia, che per la sua posizione geografica si trova al crocevia delle rotte del Mediterraneo, dobbiamo saper essere vigili, ascoltare le richieste di aiuto da parte di chi soffre ed essere accoglienti. Concretamente. Dobbiamo essere “in prima linea”, tutti presenti al porto di Catania, per ricevere il Signore Gesù che viene a visitarci con il volto dei 150 eritrei tenuti prigionieri nella nave Diciotti.” E questa è la soluzione: 20 migranti all’Albania e gli altri alla CEI.
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