L’Ats di Milano ha chiuso le indagini sui casi di legionella che si sono verificati a Bresso lo scorso mese di luglio e che hanno causato il decesso di cinque persone e il contagio di altre 47. I dati sono stati presentati dall’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, secondo il quale “A Bresso è stato fatto un grande lavoro grazie ad una stretta collaborazione tra Regione Lombardia, il Comune e l’ATS Milano. Sono state mobilitate oltre 70 persone, una task forse che ha indagato 101 siti per un totale di 598 campioni sottoposti ad analisi. Purtroppo non si è arrivati a stabilire quale sia l’unica fonte di contagio dei 52 casi di legionella“. “L’inchiesta portata avanti da Ats Milano – ha proseguito Gallera – ci ha permesso di escludere il coinvolgimento sia dell’acquedotto sia delle reti idriche interne alle abitazioni. L’evento è stato probabilmente causato dalla dispersione aerea del batterio favorita da fenomeni atmosferici straordinari, come per esempio una bomba d’acqua. Non si può escludere che qualche caso sporadico possa essere stato causato dall’acqua contaminata della fontana Mappamondo, ma non è ipotizzabile che questa possa essere l’unica causa dei 52 casi esaminati”.
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