Sforare il deficit è l’ultimo diktat di Di Maio e Salvini, ma Giorgetti sta con Tria

Attualità

Non è un delirio la politica oggi, ma qualcosa che è compromesso, lotta, muscoli, irrealtà. Sempre l’un contro l’altro armati nelle dichiarazioni, nelle finalità, persino negli interessi, Di Maio e Salvini finiscono poi per accettare compromessi e visioni politice opposte pur di non abbandonare la sedia e tacitare le aspettative di chi ha sperato votandoli in leggi condivisibili. Quando alzano la voce, quando è plateale che gli interessi del Nord non sono quelli del Sud, quando l’incongruenza tra il dire e il fare esplode, i tarallucci e vino sono il sistema migliore per glissare. La razionalità e il buon senso sono altrove, irriconoscibili. Diversamente non è comprensibile la non contestualità tra reddito di cittadinanza e flattax. Già dette e ripetute queste osservazioni, ma Di Maio e al traino Salvini marciano insieme per l’attuazione di leggi larvate e sbiadite che producano un po’ di fumo negli occhi di chi osserva. Per la congruenza con i conti dello Stato, per far ragionare i numeri ci vuole quell’intelligenza e quell’equilibrio che li fa sbottare. Ognuno a modo suo: Di Maio contro Tria e i funzionari dei ministeri, Salvini contro quell’unica testa pensante della Lega che risponde al nome di Giorgetti. Giorgetti non ci sta a sforare allegramente il deficit. Giorgetti è stufo di mediare tutti i giorni tra i due vicepremier e il fantasma Di Conte e sta con la ponderatezza di Tria che ha giurato di agire per il bene del Paese (parole sue) e promette stabilità. Giorgetti conosce i rischi e i limiti, conosce i mercati, è l’ombra di una Lega che oggi è difficile riconoscere. Ma vinceranno i muscoli di Di Maio e Salviini?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.