Inter, è ancora presto.

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Non era difficile definire a priori la partita col Barcellona come la più probante e complicata di questo inizio di stagione dell’Inter, anche se l’autostima caricata a bordo della nave nerazzurra dopo le sette vittorie consecutive lasciava spazio a considerazioni ottimistiche e a fondate speranze di uscire indenni dal Camp Nou.

L’ assenza contingente di Messi e di alcuni titolari della difesa blaugrana aveva ulteriormente alimentato la fiducia nell’ambiente interista, nonostante fosse ben chiaro a tutti che sarebbe stata la prova del nove per una squadra che aspira ad un posto alla tavola dei grandi d’Europa.

E infatti il primo tempo ha evidenziato un predominio catalano a tutto campo, fatto dell’usuale possesso palla estenuante, che ha prodotto un’occasione clamorosa col colpo di testa di Lenglet sventato da Handanovic e il gol dell’ex Rafinha, che ha assunto i contorni di una pugnalata alle spalle.

Nel secondo tempo tuttavia l’Inter ha iniziato in maniera più intraprendente e con più coraggio rispetto al primo, e le due occasioni di Politano e Perisic, unitamente all’atteggiamento più propositivo di tutta la squadra, lasciavano sperare in uno sviluppo di gara differente. In realtà col passare dei minutiè emersa ancora prepotentemente la superiorità tecnica del Barcellona, che ha colpito un palo con un altro ex-stavolta Coutinho- e ha quindi chiuso la partita col raddoppio di Jordi Alba  legittimando infine la vittoria con un palleggio a tratti stordente. Serviva del coraggio, è mancato.

Secomunque la sconfitta del Camp Nouha un impatto poco influente ai fini della classifica del girone di Championsin virtù del pareggio maturato in Olanda tra Psv e Tottenham, la partita di ieri sera ci dice in maniera netta che le distanze rispetto ai primi della classe sono innegabilmente ancora evidenti, e la tanto acclamata personalità necessaria per affrontare simili squadre non è ancora matura per permettere all’Inter di pensare di potersi confrontare ad armi pari, al netto della differenza di valori tecnici.

Ora occorre digerire la sconfitta e assimilare la lezione, domenica c’è la Lazio all’Olimpico, assetata di vendetta dopo la sconfitta nello spareggio Champions del Maggio scorso.

Avanti Inter.

Diego Stroppa

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