E’ probabilmente inutile parlare dei clochard, del loro silenzio, dei quella complicità morbosa che provano per le loro “piccole” cose, ma così grandi per la sopravvivenza. Sono gli invisibili con il guizzo di una mano tesa, all’angolo di una strada, con il viso drammatico della povertà, l’avidità o il torpore del desiderio, la rassegnazione di chi non conta niente. Sono gli abusivi della vita con tanti perché inespressi e senza risposte. 1 metro per 2, ad occupare un pezzo di terra per dormire, quando si può, nel posto che diventa un ricordo, un rifugio. E lì stanno, al gelo, a volte esposti alla visione malevola di molti. Ma non sono la feccia: sono semplicemente gli ultimi. Anche dopo i migranti, soprattutto a Milano. E la loro volontà di non essere mescolati con gli immigrati, è spesso paura. Paura di essere derubati, aggrediti dai “legittimi” proprietari negli stanzoni chiamati centri d’accoglienza. Il Giornale ha fatto un’inchiesta producendo un video testimonianza. “La situazione è drammatica, perché le temperature incominciano a calare e c’è tanto freddo. Abbiamo fatto alcune domande per un ricovero al coperto, ma purtroppo essendo italiani siamo presi in considerazione un po’ ‘diversamente’…”loro (gli immigrati) hanno una corsia preferenziale”, chiarisce un protagonista. Spiega Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione “Ci sono molti italiani che dormono all’aperto piuttosto che andare nei centri di accoglienza del Comune di Milano, perché c’è un’elevata presenza di stranieri negli storici centri che ospitavano i clochard. Alcuni muoiono fuori di freddo perché hanno paura di essere derubati“. Una situazione che premia implicitamente il welfare unidirezionale di Majoprino che non vede l’arroganza e la mancanza di etica di molti clandestini. Il clochard si difende come può, ma in due mesi il freddo ha ucciso quattro senza dimora e la Giunta non trova soluzioni risolutive.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano