Inter al minimo sindacale.

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Basta ancora una volta la zampata di Lautaro Martinez, stavolta su rigore, per battere il Rapid Vienna nell’andata dei sedicesimi di finale di Europa League.

Analogamente a quanto accaduto a Parma, l’argentino risulta decisivo per la squadra, ma non si fa torto a nessuno se si dice che la parte migliore della serata è il risultato.

D’accordo che in Europa non è mai facile vincere in trasferta, tuttavia coi modesti austriaci del Rapid si poteva fare qualcosa di meglio, anche se occorre considerare che la partita arrivava dopo un mese infernale dell’intero ambiente nerazzurro.

Le turbolenze interne che conosciamo, culminate in ultimo col cambio del capitano, hanno lasciato il segno sulla squadra, e giocare in condizioni mentali non ottimali non è mai semplice.

Il rigore di Lautaro, da lui stesso procurato, arriva alla fine di un primo tempo piuttosto contratto, in cui l’Inter mantiene l’iniziativa ma fatica terribilmente a concludere, nonostante il rientro di Politano e un Perisic in lenta ma costante crescita di condizione.

Le assenze di Skriniar e Brozovic costringono Spalletti a rispolverare Miranda e BorjaValero, mentre l’ultimo acquisto Cedric occupa la corsia di destra. Il portoghese è da rivedere: mette in mostra un piede educato, ma spesso sbaglia le misure nei passaggi e potrebbe affondare di più, specie contro avversari non irresistibili.Spalletti nel primo tempo si sgola nel richiamarlo.

In chiusura di tempo Lautaro ha la palla buona per il raddoppio, girata da bomber di razza da posizione decentrata, ma il portiere austriaco gli nega il gol con un intervento strepitoso.

La ripresa vede l’Inter gestire il vantaggio, consentendo agli austriaci di guadagnare campo e fiducia, senza tuttavia impensierire Handanovic, ad eccezione di una sola occasione sventata dal portiere sloveno.

Alla prima coi gradi di capitano, lo sloveno fa a lungo da spettatore, ma quando servono le sue manone si fa trovare pronto. E la curva interista gli tributa il coro ‘’ Un capitano, c’è solo un capitano‘’, chiaro segnale che gli ultras nerazzurri non stanno proprio dalla parte di Icardi.

L’Inter ha anche la possibilità di chiudere la partita con Nainggolan, ma il belga spreca alto l’assist di Perisic. Così finisce col minimo scarto, ma francamente gli austriaci non hanno mai dato l’impressione di poter impensierire realmente l’Inter e dunque la qualificazione agli ottavi dovrebbe essere una pura formalità, tra una settimana.

Resta ora di capire che tipo di conseguenze porterà il terremoto Icardi, e in che misura la società gestirà una situazione delicata, alimentata per settimane dalle dichiarazioni tossiche di Wanda Nara.

Aver destituito Icardi dai gradi di capitano della squadra in favore di Handanovic è un segnale forte della società, altamente indicativo sulla linea comportamentale che la nuova Inter intende adottare.

L’arrivo di Marotta coincide con una politica societaria finalmente intransigente, che mancava da troppo tempo all’Inter.

Domenica la Sampdoria a San Siro, c’è da aspettarsi di tutto. Mantenere alta la concentrazione è fondamentale.

Avanti Inter.

Diego Stroppa

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