Raggi e il fallimento dei grillini amministratori

Attualità

Alla  fine i nodi vengono al pettine. Le urla da campagna elettorale lasciano i problemi veri da risolvere e Virginia Raggi e amici non possono fingere che vada tutto bene anche se ci provano. L’ultimo caso in cui a crudele realtà è arrivata come un treno a sfasciare le balle grilline è lo stadio della Roma. Raggi ha balbettato delle spiegazioni, ma che non cancellano la realtà. Lo stadio andava fatto. Alla fine, duole dirlo, gli unici grillini davvero intellettualmente onesti sono quelli come Pizzarotti: i pentiti. “Noi eravamo contro quel progetto nella scorsa legislatura” quando “iniziammo a sollevare una serie di perplessità. Per noi quello della giunta Marino era un progetto di speculazione edilizia. Diventati maggioranza abbiamo cercato di capire come poteva essere maneggiata quella delibera. Si è fatta un’analisi costi-benefici e l’esito è stato dire ‘lo stadio deve essere proseguito in quest’area’ ma riflettiamo sulle opere”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi durante il  consiglio straordinario sullo stadio della Roma. “C’erano opere qui e là nel quadrante non legate allo stadio. Abbiamo iniziato a tagliare quelle parti che non riguardavano il dettato di legge – ha continuato riferendosi alla cosiddetta legge sugli stadi – ma erano opere aggiuntive non strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto. Abbiamo ridotto il 50% delle cubature extra-Stadio. Siamo rimasti coerenti. Avevamo delle perplessità che si sono tradotte in azioni volte a migliorare il progetto”, ha aggiunto.

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