Stiamo parlando di quelle primarie che si ripetono senza idee, con i gazebo dove vota chiunque, anche i sedicenni non ancora iscritti al partito, i cinesi, i migranti, gli abitanti all’estero, e anche gli iscritti? Sì: la lezione delle primarie svolte a livello locale e non, con gli scandali, le gabole sottotraccia, gli imbrogli più o meno plateali non è servita. Dimenticavo: anch’io iscritta alle liste elettorali, improvvisamente colpita sulla via di Damasco, con estrema incertezza posso votare. Ma la scelta tra tre personaggi sbiaditi, con un programma svilito, praticamente simile, con la volontà spasmodica di inseguire un consenso che non c’è più, è praticamente impossibile. Il fantasma di Renzi si aggira, influenza le parole, guida le emozioni. E non solo di Giachetti, sempre stato vicino, ma anche di Martina e di Zingaretti. Un trio dotato di ambizioni personali in un PD che sogna 1 milione di votanti, vista la forbice larga, anzi larghissima dei possibili partecipanti. Ma Renzi che farà? Questo il tarlo che inibisce la volontà, perché quel quid, nel bene e nel male, era la sua forza e la capacità di rendere verosimile anche l’irrealtà.
Scrive Libero “Più che tirarsi fuori dalle primarie, Matteo Renzi pare voler affondare il Pd. Ai giornalisti che gli chiedono un giudizio sul dibattito su Sky Tg24 tra i tre candidati alla segreteria dem Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti l’ex premier risponde caustico: “Il confronto in tv non l’ho visto, ero a Napoli per presentare il libro. Magari c’è la replica... Mi auguro che il segretario che verrà – ha aggiunto facendosi serio – non subisca ciò che è accaduto a me, prendere il 70% e poi essere distrutto dal fuoco amico. Andrò a votare e poi darò una mano”.
Confesso: neppure io ho visto il dibattito perché ho dimenticato ci fosse.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano