La città più ricca d’Italia abbandonata all’illegalità e la sinistra fa manifestazioni sull’accoglienza. Riders cedono il loro account ai migranti irregolari per farli lavorare
La città più ricca d’Italia risulta anche essere in prima posizione per qualità della vita secondo le ultime classifiche. Stiamo parlando di Milano.
Non si può negare che ultimamente il capoluogo lombardo ha vissuto unimportante splendore economico, causatodalla consistente affluenza turistica, dall’efficienza organizzativa,dal G8, dai numerosi studenti fuori sede di famiglia facoltosa che scelgono Milano come luogo ideale per i loro studi, considerandola una delle città più importanti d’Europa, di mentalità aperta, sede di prestigiose università come la Bocconi. Non solo studenti italiani ma anche provenienti dall’Europa, dalla Turchia, dai paesi in via di sviluppo.
È doveroso però constatare anche l’altra faccia della medaglia. Chiunque passeggiando tra le vie del Duomo non può fare a meno di notare i tanti senzatetto per strada, gente avvinghiarsi le coperte davanti la Rinascente, a chiedere l’elemosina all’esterno dei supermercati.
Non sono fisiologici aspetti di una grande città. Milano è la capitale nazionale per numero di reati ed oltre 2600 persone sono costrette a vivere per strada e nei dormitori. Secondo il Sole 24 Ore è seconda solo a Napoli per le rapine.
Questo è il panorama della doppia realtà milanese: si passa dalle lussuose vie della moda, dai locali chic e mondani,ai barboni per strada, ai tram stracolmi di abusivi, al famigerato parco di Rogoredo soprannominato il bosco della droga, alle piazze di spaccio tacitamente tollerate della stazione centrale e delle colonne di San Lorenzo.
A nulla servonole lamentele degli oppressi negozianti vicini a tali luoghi che quotidianamente assistono allo spaccio di stupefacenti di fronte le loro vetrine. La Sinistra che governa Milano da otto anni risponde con le manifestazioni sull’accoglienza, la giunta Sala chiede l’aumento del prezzo del tram e rilancia con l’area B. Fossero poche le multe a Milano. Nel 2018 si registrano oltre 700.000 verbali. Guidare l’auto a Milano non è propriamente conveniente. Trovare parcheggio rappresenta un’ardua impresa, spesso ci si trova costretti a lasciare l’auto in garage custoditi a un prezzo medio di 4-5€ l’ora.
È questo sistema di cose che rende Milano una città d’appeal per gente molto ricca ma insostenibile per i ceti medi, non solo per i prezzi esorbitanti dei servizi e degli affitti, ma anche per l’insicurezza che si respira. Disincentivare l’utilizzo delle automobili per ridurre l’inquinamento può essere una causa nobile e giusta da perseguire ma al tempo stesso si dovrebbe rendere più agevole il trasporto via tram e via metro, i quali molto frequentemente sono stracolmi di gente tanto da rendere difficoltosa addirittura l’entrata dalla portiera. Non sono rare le scene di gente ubriaca che infastidiscono i cittadini o che rigurgitano a bordo dei mezzi pubblici, specialmente nei fine settimana.
Ieri Nicola Porro ha mandato in onda su Rete4 nel suo programma di Quarta Repubblica, un’inchiesta sui riders milanesi, ovvero i fattorini che consegnano cibo nelle case a bordo di pericolanti biciclette, noti per le loro proteste con cui richiedono giustamente le tutele previste da un contratto di lavoro. Si è scoperto che molti migranti irregolari possono lavorare come riders per conto delle grandi compagnie di delivery food come Ubereats o Glovo, senza essere in possesso di alcun documento o permesso di soggiorno. In che modo avviene tale assurdità? Le telecamere hanno dimostrato come dei lavorantiriders per le compagnie cedano il proprio account ai migranti irregolarifornendo loro tutte le spiegazioni necessarie. Il luogo dello scambio è la stazione centrale. Inoltre sono state riprese alcune scene che testimoniano come molti di essi acquistino droga presso i pusher della stazione ed è stato accertato che alcuni l’abbiano consegnata al cliente insieme al pasto. Un intervistato rivela che la polizia non ferma quasi mai i ridersperchè sono a lavoro. È sufficiente indossare lo zainetto della compagnia di delivery food per restare indisturbati.
Non è chiaro se si tratti di un sistema consolidato ma il fatto che si possano verificare alla luce del sole certi avvenimenti è raccapricciante. Sono questi i nuovi schiavi del terzo millennio, sfruttati magari da quelle stesse persone che manifestavano a favore dell’accoglienza.
Andrea Curcio
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845
Articolo molto interessante, ho visto anche la trasmissione ieri sera.
È un’ottima cosa che emerga e che venga alla luce una realtà così preoccupante. L’importante è che che ci sia un seguito ed un intervento concreto da parte di chi DEVE intervenire e che la gente sappia