Che genialata, degna di un curatore d’immagine dalle intuizioni stratosferiche: il PD programma la prossima Festa dell’Unità a Rogoredo, vicino al boschetto di chiara fama. E’ un modo innovativo, in una città innovativa, di sperimentare le gustose salamelle al profumo dell’hascisc, perchè “Noi vogliamo riappropriarci di un luogo con una festa, incontri, dibattiti, musica e persone e sappiamo che questo rende più vivo e sicuro il territorio. Come vogliamo che Porto di Mare e Rogoredo siano sempre luoghi per le persone e delle persone. Non di spacciatori e giovani che sono vittime dello spaccio e delle sostanze stupefacenti. Portiamo cultura, socialità e impegno” (Reggiani PD ad Affaritaliani).
Che il boschetto di Rogoredo sia stato scoperto come punto di spaccio è da poco tempo, troppo periferico per suscitare interesse in Pisapia e Sala. Ma, si diceva, con un colpo secondo loro di politica innovativa e simbolica, spostare dal Centro raffinato alla zona più degradata di Milano la festa dell’Unita è un processo evidente di vicinanza al popolo. Il Pd sempre più attento agli effetti d’immagine che alla sostanza delle cose, imbandirà la solita festona con intenti anche culturali che, poi, sono solo giri di parole con il politicamente corretto. Ci vuol altro, altra sensibilità per essere vicini a quel mondo di vittime e carnefici. Ma, dopo aver esaminato un luogo a City Life, molto più consono al partito e alla sua politica, il boschetto è la soluzione che, secondo il nuovo corso Zingaretti, può dare quello schiaffo metaforico a chi pensa che il PD sia snob.
L’anima radical chic rimane, a prescindere dal luogo scelto.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano