Lo spaccio e il degrado non si combattono con giochi e aiuole

Fabrizio c'è Milano

Quale mamma porterebbe i suoi figli a giocare in un bel parco giochi se confinante o frequentato da spacciatori, balordi e clandestini che bivaccano?

Eppure  l’Assessore Maran ha deciso di utilizzare 200mila euro di oneri di urbanizzazione dovuti dalla società Grandi Stazioni per creare un parco giochi in Piazza Luigi di Savoia, lato destro della stazione.

Come si fa a insistere su questa linea perdente? E’ ingenuità o malafede?

L’idea di fare migliorie alla Piazza sarà certamente d’aiuto a chi prova a vendere spazi commerciali all’interno della stazione. Non allontana però la fauna di spacciatori, rom, clandestini che bivaccano attorno alla stazione e in via Vittor Pisani.

Questa semplice osservazione è stata già illustrata a Maran da albergatori ed esercenti della zona, ma lui insiste. Ed è incurante dell’esperienza della sponsorizzazione dell’aiuola centrale che, pur avendo un gran bel verde, ospita sempre gli stessi frequentatori.

La sinistra deve arrendersi all’evidenza e ammettere che prima si riporta la legalità allontanando spaccio e bivacchi, e solo dopo si può migliorare la flora. Altrimenti è solo uno spreco di denaro pubblico.

1 thought on “Lo spaccio e il degrado non si combattono con giochi e aiuole

  1. Maran ha gli occhi coperti di salame africano e la mente offuscata dalle tempeste di sabbia per cui si rifiuta di vedere la realtà. Non vuole capire che il bello non sempre si sposa con efficienza ed efficacia. Per dare valore alla città bisogna liberarla dal degrado imperante. Poi potremo pensare alle aiuole. Illusione?

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