Ammetto di aver sottovalutato la diplomazia politica: il valzer tra Sala e Bedori non c’è stato, l’approccio tra i due partiti è stato ed è tuttora guardingo, quasi che un’alleanza locale non stia nella resa nazionale del M5S al PD. Dice Sala con timore peloso che «un allargamento della maggioranza ai 5 Stelle a Milano è difficile, non manca nemmeno tanto alla fine del mandato, togliendo il cosiddetto semestre bianco e alle elezioni rimane meno di un anno e mezzo» Ma il tempo c’è per quella retorica politica che vuole l’avvicinamento con i tempi giusti, le eventuali convergenze, l’abbandono dell’ascia di guerra, ideologie ambientaliste comuni…si vedrà.
E’ passato tanto tempo anche dalla richiesta di dimissioni gridata dal grillino Corrado dopo la condanna di Sala: un’esuberanza del momento, naturalmente. Interessa che se il M5S microscopico milanese viene messo in orbita e ammansito dal PD, questo costituisce un pugno di voti in più anche se, immagino, con mille parole di distinguo. Per ora la strada per l’incontro si percorre con i messaggi telefonici“«ho solo scambiato dei messaggi al cellulare con il capogruppo M5s Gianluca Corrado, ripromettendo di vederci appena possibile. Il governo è ancora in formazione, aspettiamo un attimo». Sì, attendiamo, ma già si vede la fine.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano