E’ tutta questione di feeling e quel feeling o c’è o non c’è. Non basta definirsi avvocato del popolo per stare con il popolo. E se il popolo non ci sta? E’, banalizzando un pè, quello che succede al premier Conte molto più occupato e preoccupato della stiratura perfetta dei calzoni che del disperato sudore degli operai, delle loro famiglie, di un indotto che fanno tremare i polsi. Ancora ci si chiede perché volle, fortissimamente volle essere Premier bis? Ma per quel prestigio a un metro d’altezza, negli inchini doverosi, nel sorriso compiacente e in quel vezzoso e distintivo elemento modaiolo della pochette. Ora che l’emergenza Ilva lo obbliga a sporcarsi le mani senza usare i guanti, non sa che cosa fare, la fronte arricciata, gli occhi all’insù, ma l’aplomb per ora rimane. D’altronde dpo giorni chiuso a Palazzo Chigi, accudito e riverito, ancora quel popolo gli ha solo confuso le idee, ma gli abiti continuano ad essere stirati come ai tempi dell’euforia con Merkel e Trump. Bei tempi allora, senza limiti di spesa, scegliendo chic e lusso, incontrando con doveroso rispetto i “grandi”, come d’altronde si addice ad una persona che si è fatta da sé. L’avvocato dell’èlite nel mese di settembre ha sommato 125mila euro di spese. Riferisce Il Giornale “…E così calcolatrice alla mano sono state circa 119 le persone dello staff di palazzo Chigi che hanno accompagnato il presidente del Consiglio nelle sue missioni. Ma scavando tra le note spese di palazzo Chigi saltano all’occhio pernottamenti e pasti per un totale di 87.712,86 euro. Di questa cifra circa 2000 euro sono serviti per le missioni interne e 85mila euro per quelle all’estero. Poi ci sono anche i 30mila euro per i trasferimenti delle delegazioni del presidente stimando in questo caso il consumo del carburante per le auto e il costo dei biglietti per i treni e i voli. Il conto però non finisce qui. Infatti queste somme vanno aggiunte anche 7mila 901 euro della ‘voce’ ‘costo complessivo per indennità di missione nei casi previsti dalla legge’. L’ultimo viaggio è stato quello di ieri a Taranto. Il presidente del Consiglio ha deciso di recarsi nella città dell’Ilva per incontrare i dipendenti e anche i cittadini che devono fare i conti con l’emergenza scoppiata dopo l’annuncio dell’abbandono degli stabilimenti da parte di Arcelor Mittal. In questo suo ultimo viaggio il premier ha però dovuto fare i conti con le contestazioni di chi chiede risposte da un governo che finora ha avuto le idee confuse” E nel momento della verifica, il feeling dell’avvocato del popolo è sparito
Nene

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano