Le buche, la mancanza di sollecita ed efficace manutenzione del manto stradale, sono lì da vedere, da toccare e chiedersi, qualora ci fosse stato un frettoloso intervento, perché i rattoppi sono peggio delle buche dopo breve tempo? Il problema è talmente ripetitivo che sembra annoiare. Se non fosse che tutti i comitati di quartiere documentano con foto e video l’indegna situazione stradale. Perché? «Perché il problema non sta in superficie, ma nel fondo stradale che ormai è deteriorato». Maurizio Crispino, che insegna Ingegneria Civile e Ambientale al Politecnico, risponde al Corriere e probabilmente è il massimo esperto di quello che succede sotto i nostri piedi «In questi ultimi 20 anni si è accumulato un pregresso di problemi. Per cui oggi l’unico modo per affrontare seriamente la questione delle buche è lavorare in profondità…Sotto le nostre strade passa di tutto – continua Crispino- È il lavoro più lento che si possa fare a livello infrastrutturale. Per una via di media lunghezza servono almeno tre settimane di lavori». Si direbbe un lavoro serio, pianificato, senza improvvisazioni pasticciate. «Andiamo avanti con i rattoppi che non hanno più alcun tipo di effetto positivo», aggiunge al Corriere Marco Dettori, presidente di Assimpredil. «Se l’osso è rotto è inutile mettere una benda, bisogna operare. Il 70 per cento delle strade della città è in condizione precarie. Quindi bisogna iniziare a pianificare interventi strutturali non di 5 centimetri, ma di 30/4o più sotto. Al prossimo temporale, sarà un gruviera: il sottofondo è marcio, non tiene più». Una metafora molto chiara, di buon senso. Un secondo problema che rallenta è la burocrazia comunale. Tra gare e bandi, i soldi restano in stand-by almeno un anno. Risultato? Non si riescono a spendere i soldi che vengono stanziati: questo è il paradosso. Con l’inerzia di questa Giunta i cittadini purtroppo continueranno a osservare e documentare.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano