Gli odiatori del Corvetto: “Covid: ammazza gli sbirri”. Che schifo vigliacco

Milano

Una manifestazione non si può fare e sarebbe anche inutile e poi chi ha il coraggio di sfidare gli antagonisti del centro sociale Corvetto con laurea e master in odio? Che schifo, forse in un articolo non è elegante, ma che miseria di mentalità e che vigliaccheria. Quelli che avevano insultato Sala rappresentativo di un’autorità, nel bene e nel male, ora scrivono “Covid: ammazza gli sbirri. Dai”. Perché il virus del loro odio non è sufficiente, le bandiere che sventolano nei loro Facebook con invettive irripetibili non incidono a sufficienza e occorre invocare un mostro di virus per esprimere la loro volontà. Dai…spiegate a chi fa osservare l’ordine, a chi si attiene alle regole, perché non andate su Marte, lontani anni luce? Ma il vero problema emerso sin dai tempi della tolleranza di Pisapia è lo sguardo benevolo dell’amministrazione di sinistra, l’incapacità di liberare la città dalla loro Kultura. Per loro le leggi fanno ridere anche i polli, gli “sbirri” sono ostacoli alla loro libertà di devastare, la loro supponente superiorità di pensiero. E mentre il comune cittadino sta in casa, ligio alle normative ed evita gli assembramenti, se ne infischiano dei suggerimenti e strumentalizzano il diabolico potere di un virus.

«Mi auguro che Amsa provveda al più presto a cancellare dal muro la vergognosa scritta, particolarmente odiosa in un momento di emergenza che vede le forze dell’ordine impegnate per garantire la salute di tutti» dichiara De Corato assessore alla Sicurezza in Regione. .«Anche in questi tremendi e tristi momenti escono fuori i soliti idioti che non hanno capito un bel nulla del significato della vita. Purtroppo la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Un sereno e significativo abbraccio a tutti i colleghi della polizia di stato» ha dichiarato invece Franco Maccari, vicepresidente del sindacato Fsp (Federazione sindacale di polizia) «In questi giorni, oltre all’incredibile lavoro che stanno svolgendo tutti gli operatori del mondo sanitario, non si può certo dimenticare chi, in nome sia del giuramento a suo tempo prestato, sia di un incommensurabile senso dello Stato, esercita quotidianamente la sua mission di servizio nei confronti dei cittadini – dichiara a Il Giornale il segretario provinciale regionale di Upl (Unione poliziotti liberi) Alessandro Montunato -. Chi ha compiuto questo gesto ha ulteriormente connotato il mondo a cui appartiene e tutta la sua inutilità».

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