Coronavirus: aiutati che Dio ti aiuta… e intanto niente intralci della burocrazia

Milano

Carissimi vorrei esprimere il mio parere sul coronavirus.
Io sono stato colpito 2 anni fa dal batterio della Legionella, in termini medici polmonite bilaterale da Legionella, simile al Coronavirus.  Sono stato intubato e, pur avendo patologie non facili per poter sopportare un’infezione del genere, ne sono uscito bene sia dal punto di vista fisico che psicologico e questo grazie ai medici e agli infermieri del Policlinico di Milano.
Nel frattempo stando a casa…mi è venuto in mente un pensiero, ricordando il mio passato.
Da operaio metalmeccanico sono stato eletto RLS, Rappresentante dei lavoratori in materia di salute e sicurezza, quindi mi occupavo di infortuni sul lavoro che in fabbrica in quel periodo erano in visibile aumento.
Momenti molto duri nei quali, dopo qualche tempo, si instaurò una collaborazione con la direzione allo scopo di comprendere  in quali tipi di lavorazione si verificavano infortuni con maggiore frequenza.
Questo permetteva un primo intervento immediato per poter mettere provvisoriamente in sicurezza il lavoratore, per  poi passare ai tecnici la messa in sicurezza definitiva.
Quello che ora intendo dire è che, per chi si ammala di Coronavirus, l’unica cosa che interessa è poter  uscire il prima
possibile da questo momento terribile, il come non interessa…
Allora, come nella lavorazione in fabbrica, bisogna tamponare il maniera rapida l’infezione. Dato che esistono farmaci che migliorano le condizioni dell’ammalato, beh, usiamoli. Lasciamo da parte la burocrazia…..

Nel frattempo si cercheranno le soluzioni definitive.

Intanto non uscite di casa, aiutati che Dio ti aiuta…

 

 

Maurizio Michele La Loggia

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