Sala vagheggia di socialismo, Stefania Craxi risponde “Appropriazione strumentale”

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Sala o l’utopia, la grande utopia; le “città mondo”, una sfida. E concede un’intervista a Cazzullo sul Corriere in occasione del suo libro “Società per azioni” Riportare alcune affermazioni senza commenti personali è restituire al lettore concetti a volte deviati, supponenza per una verità incontestabile, una distanza abissale dalla realtà quotidiana. E critiche all’odierna sinistra. Ai passaggi “storici” risponde la senatrice Stefania Craxi di Forza Italia. Il sottotitolo del volume recita “«Affetti ed emozioni, azioni e produzioni. Le idee per il nuovo socialismo dell’epoca planetaria. Per realizzare lo spirito e l’utopia, una società composta di azionisti dalle risorse infinite: tutti noi». Dichiara “Milano prima della pandemia stava volando e quando cadi dall’alto ti fai più male Ora c’è una risposta, ma il blocco del turismo pesa. E l’ora del cambiamento: serve un nuovo socialismo La sinistra deve recuperare un’idea politica…In questi anni la società è stata il vaso di coccio tra l’economia e la politica. È il momento di pensare alla società come a una creazione di valore: non più vaso di coccio, ma attore. La politica si sta occupando di amministrazione; la sinistra stessa sembra limitarsi ad amministrare, sia pure in modo diligente. Ma dobbiamo fare di più: riflettere sulla società del futuro, sulla trasformazione del lavoro, sulla rivoluzione che abbiamo di fronte…Ogni giorno, anche solo esprimendo le nostre preferenze e i nostri commenti in ordine, diventiamo dati, e contribuiamo a indirizzare i sistemi economici. Paradossalmente dovremmo essere pagati per questo…Mi sento profondamente un uomo di sinistra. La storia della sinistra italiana viene raccontata come il romanzo della delusione: come se, una volta al governo, ci si dovesse limitare a gestire l’esistente. Ma io voglio una sinistra che recuperi un’idea politica di società. Oggi la sinistra è in grado di rappresentare il 4o per cento degli italiani, quel che serve per governare? Temo di no. Per questo deve cambiare. Un tempo la sinistra era rappresentanza, la destra era appartenenza. Oggi la destra rappresenta, magari male, una parte importante della classe lavoratrice. Dobbiamo capire come fare per rappresentarla noi. Lo spazio è enorme» Risponde Stefania Craxi “Siamo in presenza dell’ennesimo tentativo di appropriarsi strumentalmente delle storie e delle culture altrui senza voler fare i conti con il passato, epurando ciò che non piace o è scomodo. Servirebbe, invece, un serio revisionismo senza il quale non ci possono essere quelle garanzie di futuro. Quel futuro che al socialismo italiano non è stato negato per un incidente della storia. Dalle colonne del Corsera Giuseppe Sala vagheggia di socialismo, evita con una scusa di parlare di Craxi, come se la sua fine e la fine di quel partito siano un parentesi di quella storia, e per di più immagina di farlo andare a braccetto con il peggior populismo giustizialista. Mai come in questo caso valgono le parole che Bettino usò nell’incipit del famoso saggio su Proudhon: ‘il socialismo è stato tante cose’. Di certo quello narrato dal Sindaco è una variante del tutto originale ma assai confusa e ben diversa dal socialismo liberale, libertario e umanitario della tradizione riformista del ‘nuovo cors’”. Caro Sala, sappi che non esiste un ‘avvenire socialista’ se purgato del solo socialismo moderno e vivente che è quello di Bettino Craxi! La verità e che dopo le varie ‘cose’, e abbiamo visto che da cosa non nasce cosa per usare il titolo di un fortunato libro di Franchi e Macaluso”

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