Inaugurata il 19 giugno e fino al 1° novembre, il Museo Diocesano ospita una retrospettiva dedicata alla fotografa austriaca Inge Morath (Graz, 1923 – New York, 2002), la prima donna a essere accolta nell’agenzia Magnum Photos. Attraverso 150 immagini e documenti originali, l’esposizione ripercorre il cammino umano e professionale di Inge Morath, dagli esordi al fianco di Ernst Haas ed Henri Cartier-Bresson fino alla collaborazione con prestigiose riviste quali Picture Post, LIFE, Paris Match, Saturday Evening Post e Vogue, attraverso reportage di viaggio, che preparava con cura maniacale, studiando lingua, tradizioni e cultura di ogni paese dove si recava, fossero essi l’Italia, la Spagna, l’Iran, la Russia, la Cina, al punto che il marito, il drammaturgo Arthur Miller, ebbe a ricordare che “Non appena vede una valigia, Inge comincia a prepararla”.
Il percorso espositivo dà conto di questa inclinazione, presentando reportage famosi, come quello realizzato a Venezia nel 1953, con immagini colte in luoghi meno frequentati e nei quartieri popolari della città, che sposano la tradizione fotografica dell’agenzia Magnum di ritrarre persone nella loro quotidianità. Alcune ambientazioni surreali e alcune composizioni fortemente grafiche sono un riferimento al lavoro del suo primo mentore Henri Cartier-Bresson. L’itinerario di Inge Morath prosegue in Spagna, paese che visitò spesso, fin dal 1954 quando venne incaricata di riprodurre alcuni dipinti per la rivista d’arte francese L’Oeil e di ritrarre la sorella di Pablo Picasso, Lola, spesso restia a farsi fotografare, ma anche della Romania comunista, della natia Austria, del Regno Unito.
Una sezione è dedicata a Parigi dove incontrò i fondatori dell’agenzia Magnum: Henri Cartier-Bresson, David Seymour e Robert Capa. Essendo la più giovane fotografa dell’Agenzia, le venivano affidati lavori minori come sfilate di moda, aste d’arte o feste locali; tuttavia, in queste immagini emerge il suo interesse per gli aspetti bizzarri della vita quotidiana. Il sogno di Inge Morath fu visitare la Russia. Si avvicinò a questo paese studiandone la cultura e imparandone la lingua prima del suo primo viaggio, avvenuto nel 1965, in compagnia del marito, Arthur Miller, allora presidente del PEN club – un’associazione internazionale non governativa di letterati – nel quale ebbero l’opportunità di far visita agli artisti e intellettuali russi oppressi dal regime. L’ideale giro del mondo con la Morath prosegue in Iran, dove approfondì la conoscenza della regione, muovendosi all’interno della dimensione femminile e cogliendo il rapporto fra vecchie tradizioni e trasformazioni innescate dalla moderna società industriale in una nazione patriarcale, e si chiude idealmente a New York dove nel 1957 realizza un reportage per conto della Magnum.
In questo periodo realizzò fotografie sul quartiere ebraico, sulla vita quotidiana della città, oltre a ritratti di artisti con cui strinse amicizia. Dopo il matrimonio con Miller, nel 1962, Morath si trasferì in un’isolata fattoria a Roxbury, a due ore di auto da New York. La mostra dà ampio spazio al ritratto, un tema che l’ha accompagnata per tutta la sua carriera. Da un lato era attratta da personaggi celebri, quali Igor Stravinsky, Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Jean Arp, Alexander Calder, Audrey Hepburn, dall’altro dalle persone semplici incontrate durante i suoi reportage. Tra gli scatti più iconici, spicca la fotografia di Marilyn Monroe che esegue dei passi di danza all’ombra di un albero, realizzata sul set del film “Gli spostati” del 1960, lo stesso dove Inge conobbe Arthur Miller che all’epoca era sposato con l’attrice americana. Il suo stile fotografico affonda le radici negli ideali umanistici del secondo dopoguerra e nella fotografia del ‘momento decisivo’, come l’aveva definita Henri Cartier-Bresson.
Una sezione propone curiosi ritratti ‘mascherati’ nati dalla collaborazione con il disegnatore Saul Steinberg che risalgono al suo primo viaggio a New York durante il quale conobbe la produzione artistica del disegnatore statunitense. Negli anni ‘60 Steinberg aveva iniziato a realizzare la sua serie di maschere e chiese a Inge Morath di trovare delle persone da fotografare con gli abiti adatti per queste maschere. Inge Morath. Nacque a Graz nel 1923. Studiò lingue all’università di Berlino e Bucarest e lavorò come interprete per il servizio americano d’informazione. Nel 1953 si unì alla celebre agenzia Magnum Photos Agency, diventando membro ufficiale nel 1954. In quegli anni lavorò per i fotografi Ernst Haas e Henri Cartier-Bresson. Nel 1955 pubblicò la sua prima collezione di fotografie, alla fine della carriera si contarono 30 monografie. Il 17 febbraio 1962 sposò il celebre scrittore Arthur Miller, ex marito di Marilyn Monroe. La coppia ebbe due figli, Rebecca (diventerà una celebre regista e sceneggiatrice) e Daniel. Le sue fotografie hanno la forza di scavare nell’intimità delle persone ritratte e sono frutto di un percorso di conoscenza e vicinanza. Morì all’età di 78 anni nel 2002 a New York. Negli anni duemila viene costituita la Fondazione Inge Morath negli Stati Uniti d’America e il suo archivio è conservato presso l’Università di Yale.
Orari e biglietti:
Museo Diocesano + mostre (ingresso da piazza Sant’Eustorgio) martedì-domenica, 10.00-18.00 intero: €8,00; ridotto: €6,00
Solo mostre (ingresso da corso di Porta Ticinese 95): tutti i giorni, 18.00-22.00
Dal 6 luglio al 14 settembre, la mostra sarà aperta solo in orario serale, dalle 18.00 alle 22.00
Info: tel. 02.89420019; info.biglietteria@museodiocesano.it
Durante i mesi estivi, il Museo Diocesano in collaborazione con Chiostro Bistrot propone la formula “mostra+aperitivo” (Euro 10,00) che consentirà al pubblico di ammirare le opere di Inge Morath e la rassegna Gauguin Matisse Chagall. La Passione nell’arte francese dai Musei Vaticani, in orario serale, dalle 18.00 alle 22.00 (ingresso da corso di Porta Ticinese 93), e di godersi una bevanda in uno dei luoghi più affascinanti della città.
Informazioni per una visita in sicurezza
Per garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio, il Museo Diocesano ha attivato le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del COVID-19 L’accesso e la permanenza all’interno di tutte le sedi dell’Istituzione è facilitato dalla presenza di alcuni ausili, quali una segnaletica specifica, anche direzionale, e cartelli informativi
Di seguito alcune informazioni utili alla visita:
– chiunque accede al Museo sarà sottoposto al controllo della temperatura corporea tramite termoscanner. Qualora la temperatura rilevata risultasse superiore ai 37,5° sarà impedito l’accesso alla struttura
– l’uso della mascherina è obbligatorio, anche per i bambini di età superiore a 6 anni
– durante la visita, per l’intero periodo di permanenza all’interno della struttura è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale evitando affollamenti
– per l’accesso alle sale espositive è previsto un numero massimo di persone, secondo slot calcolati su metrature e logistica degli spazi
– all’interno del Museo la visita potrà essere svolta sempre lungo il percorso indicato dalla segnaletica e/o dal personale del museo
– l’utilizzo dell’ascensore è riservato alle sole persone disabili o con problemi di deambulazione. Accesso all’ascensore per massimo 2 persone
Si ricorda inoltre che all’interno del Museo Diocesano
– sono a disposizione i gel igienizzanti
– non sono ammessi gruppi e visite guidate sino a nuove disposizioni
– nelle sale espositive della mostra temporanea l’accesso è consentito ad un massimo di 40 visitatori ogni 60 minuti
– eventuale materiale cartaceo (depliant, mappe ecc…) non deve essere abbandonato negli spazi museali; si pregano i visitatori di conservarlo o gettarlo negli appositi cestini
– non è possibile utilizzare il guardaroba; i visitatori sono pertanto pregati di presentarsi con il minimo di accessori personali, evitando bagagli, nonché zaini e borse voluminosi

Laurea Magistrale in Lettere Moderne. Master in Relazioni Pubbliche.
Diploma ISMEO (lingua e cultura araba). Giornalista. Responsabile rapporti Media relations e con Enti ed Istituzioni presso Vox Idee (agenzia comunicazione integrata) Milano.