Chi si arrabbia a sapere come vengono sprecati tempo e risorse del Comune di Milano è meglio che smetta di leggere questo articolo. Oggi parliamo di una iniziativa tanto inutile e astratta quanto propagandistica e faziosa: il questionario del Piano Aria del Comune (comune.milano.it /piano aria/Questionario). Una iniziativa degli Assessori Granelli e Lipparini per sondare i milanesi su tematiche ambientali. Peccato che le conclusioni siano già state tirate e che persino le risposte siano già confezionate! Dunque il questionario ci conduce attraverso le sue risposte prestampate, verso la libertà vigilata del cittadino. Lo scopo del sondaggio farlocco è il conferimento di maggiori poteri al Comune nel suo “nobile” intento di rieducare i milanesi, colpevoli di inquinare, di produrre riscaldamento globale. Il questionario non ha dubbi: il riscaldamento globale, sebbene tutto da provare alla luce delle temperature diminuite rispetto ad altre epoche, è il colpevole di cambiamenti climatici, nubifragi, malattie etc.
Con questa scusa il Questionario del Comune ci chiede morbosamente di sapere se mangiamo carne e latticini, pesce biologico, oppure se non esageriamo con lo sciacquone. E’implicito che queste cose, secondo il Comune, incidono sull’aria che respiriamo; così come non scegliere il negozio sotto casa o il non lavorare o divertirci nel raggio di 15 minuti! Alcune domande sono degli inviti belli e buoni, tipo fare 20 minuti ogni giorno a piedi o fare i tetti verdi e con colori chiari. Alla fine poi Granelli cerca anche di ottenere l’effetto plebiscito: si chiede se l’amministrazione debba proseguire nelle sue importantissime misure contro l’inquinamento già approvate: ciclabili, zone 30 km, Area B e C e addirittura la riapertura dei Navigli. Ora uno si domanda: ma perché il Comune non pensa a rinnovare prima i suoi mezzi di trasporto inquinanti, le sue vecchie caldaie a gasolio, perché non sistema l’ortomercato prima di voler rieducare i milanesi nei loro movimenti, nella gestione delle loro proprietà immobiliari, nelle loro abitudini commerciali e alimentari? In attesa di capire quanto è costata questa iniziativa ai milanesi (ho presentato una interrogazione al riguardo), una cosa è certa. Il risultato del questionario non ha rigore scientifico: risponde solo chi vuole e molti presupposti sono infondati. Però è possibile utilizzare le poche righe consentite per le osservazioni libere, per mandare un messaggino a Granelli. Facciamogli sapere quello che pensiamo delle sue ciclabili, dei suoi monopattini, dei suoi divieti.
Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
Si parla , si parla, ma nessuno che pensi di agire e mettere un freno a questo pazzo.
Pur essendo amante della bicicletta non gioisco per queste improvvisate piste ciclabili. Si è pensato a chi lavora usando la macchina? Tempo perso in coda, posteggi sempre più introvabili e cari e inquinamento alle stelle. Un grande aiuto alle attività già in difficoltà. E poi, non tutti sono in grado di andare in bici