Chissà che colore hanno le ombre, la sera, quando la luce va a dormire sulle strade variopinte e immaginifiche di Milano…Forse diventano un pietoso velo sull’ambizione “fiabesca” del Municipio 6 che intende sorvolare su buche, degrado e incuria illustrando le favole di Rodari.
Ho amato e amo Rodari per quel suo inimitabile rapportarsi all’ingenuità infantile che crea poesia, ma ignorare che un disegno colorato con la pennellessa da chiamiamoli, per essere ottimisti, creativi sulla strada, non elimina disordine e sosta selvaggia. Sovrapporre e non curare, buttare sogni che dovrebbero cancellare realtà irrisolte: un modo per squadernare la voglia di un’innovazione che peggiora l’esistente. Siamo al ritornello dell’urbanistica tattica che supera se stessa, mettendo in scena, secondo i promotori, la street art. Un’arte, e mi dispiace per Rodari, che piace agli immigrati, ai balordi. E’ questo il modo per sanare le periferie secondo Sala?
“Il Municipio 6 crede molto nella street art, perché siamo fermamente convinti che l’arte e la bellezza siano fattori importanti per la qualità dei quartieri. Ancora di più se l’arte diventa uno strumento di riqualificazione giocabile e vivibile, come nel caso di quest’opera” commentano Fabrizio Delfini, Consigliere del Municipio 6 e Aurora Bosna, Staff del Presidente Minniti, coordinatori del progetto per il Municipio 6.
“Un unico grande disegno lungo 100 metri, visibile dal satellite” precisa il Presidente Santo Minniti. Vorrei proprio vedere da lassù quanto il disegno abbia cancellato bivacchi, spacciatori e degrado. Ma in piazza Tripoli trionfano le righe gialle o rosse o blu o il colore che Palazzo Marino inventa, mentre i palazzi e le loro ombre lentamente creano angoli e anfratti di magia con la luce del crepuscolo. Con il silenzio complice dell’arrivo del sonno.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano
La sosta è selvaggia perchè non esiste sufficiente sosta regolare.