Quando si dice impunità con la protervia di vivere in una città dove tolleranza e indifferenza sono abituali, una prassi consolidata. Si parla di stranieri che hanno trovato a Milano un’isola felice dove tutto permesso. E c’è sempre nei bivacchi, improvvisati o non, e nei loro comportamenti di sfida, quel sottile disprezzo per gli italiani e per il Paese che li ospita che è ingiustificabile.
Scrive nel sito NOI DEI COMITATI MILANO ZONA 8, l’amministratore Stefano Malinverno “Alcuni di Noi hanno ricevuto minacce di morte e persino aggressioni ma la cosa peggiore è sapere che la causa è per il contrasto al degrado e per il senso civico” Inorridire per la sfacciataggine, l’intenzione violenta è immediato. Malinverno racconta “Sono spesso sudamericani, s’incontrano anche provenendo da altre parti della città, mangiano e bevono sui marciapiedi sino ad ubriacarsi e poi per i loro bisogni, ogni luogo va bene. Come reazione ad un invito di maggior rispetto per l’ambiente, uno di loro mi ha apostrofato “Io t’ammazzo, ma dalla galera io esco. Tu da 4 metri sotto terra non esci più” Ma non solo io ho ricevuto minacce. Non ho paura perché il contrasto al degrado, il desiderio di una città pulita e di una convivenza civile, penso sia uno scopo da perseguire”
Nonostante le denunce alla locale, al Municipio 8, nessuno interviene. Le zone interessate sono via Monteceneri, piazzale Lotto, piazza Accursio, via Serra e quartieri limitrofi. Una vergogna inaccettabile in una città che si considera civile.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano