Questo insistere e ancora pretendere certificati di antifascismo sta diventando stucchevole e noioso. Propongo a Sala che nei giorni delle votazioni, i milanesi siano muniti di un pass nero, di un pass rosso o di un pass bianco. Ma si tratta di un’autoconvinzione e allora chi viene messo a giudicare, a convalidare il pass? Perché io personalmente non vorrei che il nuovo Sindaco avesse elettori di estrema sinistra che si rifanno alla “gloriosa” storia di Stalin. Parlo da antifascista di nascita e di formazione, con due cugini morti partigiani e riconosciuti con medaglie d’argento e di bronzo. I comunisti doc dei Centri sociali che lei benevolmente protegge, violenti, abusivi, quale condanna hanno pronunciato nei confronti delle stragi comuniste o degli omicidi delle BR?. Tutti compagni che hanno sbagliato?
Bernardo ha ribadito “Mi sembra di aver già detto ripetutamente che sono antifascista, non cambia a giorni alterni. Lo dice la storia della mia famiglia da più di 70 anni, lo dice la mia storia personale di medico del sociale. Qualcuno purtroppo non ha programmi e quindi si attacca ad altro – ha proseguito Bernardo a margine della apertura della mostra “WePlanet, 100 Globi per un Futuro sostenibile” – io invece penso ai cittadini milanesi e della città metropolitana cercando di comprendere i problemi di questa città che ormai è spenta”.
E dovrebbe bastare, ma è evidente che alla sua bilancia conviene puntare un dito usato e abusato contro “fascisti” che lei si ostina a vedere ovunque, dimenticando i pugni chiusi che la sostengono.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano