Arianna Censi è il nuovo assessore alla Mobilità e il fatto che l’incarico non sia stato dato di nuovo a Granelli, implica probabilmente una riflessione non positiva sull’operato che sembrava semplicemente correre verso un traguardo di chilometraggio realizzato, al di là della qualità. Le proteste dei cittadini sono state come una mosca noiosa, le piazze tattiche sbiadite in fretta una casualità, ma non si creda che il cambio di testimone modifichi la musica.
Anche Arianna Censi è Dem, cresciuta con il politicamente corretto e allineato all’ideologia malata del PD. Comunque in un’intervista a Repubblica una parvenza di critica emerge, anche se giustificata dalla fretta. E a proposito della pista ciclabile di Buenos Aires e di quelle inspiegabili che finiscono nel nulla, dice “Le ultime disegnate sono figlie di un bisogno a cui è stata data, come serviva, una risposta veloce. Ora un aggiustamento andrà fatto: da un lato per renderle più sicure e percorribili da tutti, dall’altro per riconnettere quelle interrotte” E, direi, dimenticate, senza un motivo logico d’inizio.
Come agirà la neo assessora? “Mi immagino di avere davanti una mappa di tutta la rete ciclabile e ciclopedonale di Milano e hinterland, con l’obiettivo di riempire i tratti vuoti. Tutto tenendo conto del fatto che Milano è una città che non ha spazi sterminati, ma su cui si possono studiare soluzioni migliorative.” Spazi vuoti? La presa d’atto sulla necessità di una strategia migliorativa, non vorrei si identificasse con altre piste ciclabili in luoghi dove le restrizioni delle corsie per auto creano solo traffico e caos. Suggerirei che una mappa non è sufficiente per verificare le difficoltà, gli ingorghi, l’inutilità di una rete ciclabile attuata a tavolino, a prescindere…

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano