Forse, ai giorni nostri, neppure Peppone si sarebbe opposto all’esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici. Perché Peppone guardava con rispetto quel Don Camillo che parlava con il Cristo in croce. Rispetto. E questa sinistra che pare mangiare a pranzo e a cena diritti e regole, ignora appunto il rispetto, prima di ogni altra considerazione. L’autoritarismo di Sala fa scuola, la cecità del PD si manifesta senza vergogna, la supponenza della Presidente del Municipio 8 fa la sua scelta. Succede così che il Crocifisso esposto nel Municipio venga buttato tra le cose inutili e che il Consigliere Claudio Consolini (F.I) rimanga basito. Ma ovviamente non è il solo.
Il fatto, senza alcun dibattito o preavviso, viene liquidato con “Lo Stato è laico”. Consolini precisa che altri Municipi seguiranno l’esempio, cancellando la storia della nostra civiltà e delle sue tradizioni che sono cristiane, che sono fondamento di un’evoluzione che anche un ateo deve riconoscere. Il Consiglio di Stato pronunciò “…si deve pensare al crocifisso come ad un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato.” Il dibattito, le richieste del PD per una sentenza definitiva che estromettesse il crocifisso dai luoghi pubblici sono infiniti, tutti tesi ad affermare una laicità neutrale, che non sia discriminante, ma il 10 settembre del 2021 una sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha stabilito che, pur non essendo obbligatoria, l’affissione del crocifisso non può essere ritenuta atto discriminato nei confronti di chi non la condivide.
Ma perché accanirsi contro un simbolo, sì anche religioso, in una città per definizione “inclusiva”?. Includiamo migranti clandestini, antagonisti, anarchici e non cristiani? E dopo tanto urlare sull’antifascismo sarebbe arrivato il momento, quello sì, di eliminare via Stalin, via Lenin ecc. perché siamo stufi di richiami “simboli” che ricordano oppressione e sangue. E se qualcuno volesse motu proprio far sparire i segni di un’epoca drammatica, che succederebbe? Lo Stato a parole condanna i totalitarismi e i suoi protagonisti. Da ultima considerazione suggerita dal Consigliere Consolini: Che dice la comunità del Municipio, dopo l’estromissione arbitraria del Crocifisso? Bei tempi quelli di Peppone e Don Camillo, quando la convivenza era guidata dal Cuore.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano