Seconda soluzione, il mito

Per uscire dalla farsa e mantenere dignità di vittoria gli americani destoricizzarono il nazismo in un soggetto epico, terribile e pericoloso, del tutto fuori contesto, quello dei Borg distruttori dell’umanità del fantascientifico Star trek ’66, della forza negativa dell’Impero Galattico dello Star Wars di Lucas ’77; dell’orda del Re della Notte de Il Trono di Spade oppure del regime satanico promesso da Sauron nella saga del Signore degli anelli. La nuova configurazione del Nemico e Male assoluto si stabilizza, per così dire, per carattere sensoriale e carnalfunzionale, tramite le maestose e lucide uniformi in pelle nera, le folle immerse, le fiaccolate, le marce, i grandiosi comizi e la ripetizione di poche frasi di folle volontà di arrogante dominio. Era contradditorio e pericoloso far coincidere la mostruosità con le caratteristiche dei meccanismi della partecipazione di massa popolare, diversamente organizzata e irreggimentata, apparsa nella storia degli ultimi tre secoli, al tramonto dell’aristocrazia ed all’alba del trionfo di leader despoti, più o meno, democratici. Era confusionario individuare nel male dell’odio inumano tutti i discorsi, i testi, i comizi, le idee di violenza pronunciate storicamente negli ultimi secoli contro caste, classi, razze, regimi nemici. Si rischiava di far passare anche Lincoln da nazista (ed in effetti il presidente diventa un vampiro in La leggenda del cacciatore di vampiri 2012 di Bekmambetov). Il ’68 però aveva schiacciato su stessi, avvicinandoli al punto di confonderli, nazismo con reazionarietà, autoritarismo, imperialismo, patriottismo e conservatorismo, tanto da qualificare come nazisti anche i sostenitori della guerra del Vietnam.
Nuova grandiosità nazista
In tutte le capacità grandiose di grande potenza, anche quella americana, si individuava il germe della malvagità, ereditata dal nazismo. La sua magnificenza, pur negativa, si espletava su capacità fattuali, tecnologiche e fantascientifiche, sul piano terrestre come quello spaziale.

La rappresentazione di nazisti che minacciano la Terra dalla Luna appariva verosimile non solo per le leggende dei mitici naziUFO (Reichsflugscheiben o V7), come da L’Invasione degli AstroNazi 2009 di Genovese ed i finlandesi Iron Sky 2012 e La battaglia continua 2019 di Vuorensola, ispirati alla parodia di Star Trek da Star Wreck in the Pirkinning 2005; ma era proprio veritiera perché era stato il già nazista von Braun (parente di Eva e inventore delle V2) a lanciare l’Explorer nel ‘58 e l’Apollo 11 nel ’69, portando l’americano sulla Luna. L’ex nazista Il dottor Stranamore ’64 di Kubrick, seduceva l’apparato con i miraggi di una vittoria basata sull’ordigno di fine di mondo, ma il riferimento non era all’ebreo tedesco naturalizzato Kissinger, consigliere di quattro presidenti Usa, quanto al fisico Kahn. Non c’era scampo; non si poteva far passare i nazisti da cretini e si rischiava di dipingerli troppo bravi. Gli americani, per mantenersi un nemico stereotipato, alla loro altezza, ruolo perso dal comunismo e non raggiunto dalla Jihad, finivano per sconfessare il giudizio di Male assoluto.
Arriva Eichmann

Per fortuna arrivò il processo Eichmann (Eichmann 2007 di Young, Il processo del secolo 2015 di Williams, Operation finale 2018 di Weltz). Il processo Eichmann, celebrato in Israele nel ’61, si sostituì al processo di Norimberga e riportò la Shoah in cima al giudizio del mondo, ridando un senso al concetto di Male assoluto. Non era questione di mostri o di geni, ma semplicemente di massacratori scientifici di popoli. Sottotraccia in inchiostro simpatico, apparivano le colpe non giudicate di spagnoli, americani, russi, cinesi, ecc. Quella che era stata la voce isolata de Lo straniero ’46 di Welles, senza successo per la denuncia dell’amichevole accoglienza offerta in America ai nazisti, trovò una valanga di imitatori. La caccia ai latitanti nazisti, tra Sudamerica, Vaticano e riferimenti al cacciatore Wiesenthal tornò storicizzabile (Dossier Odessa ’74 di Neam, Il maratoneta ’76 di Schlesinger, I ragazzi venuti dal Brasile ’78 di Schaffner, Operazione Valchiria 2 L’alba del Quarto Reich 2016 di Fäh). Fino al punto più alto, lo Schindler’s List ’93 di Spielberg.
La caccia

I pugni non si conciliavano con la caccia ma gli eroi patriottici erano passati di moda con l’avvento di nerd e kickass. Ben presto la caccia, divenuta ideologicamente cervellotica, rischiò di fare il paio con i ricorrenti fantadocumentari che nutrono il proprio antifascismo alla ricerca dell’Hitler fuggito in Sudamerica. Si fecero avanti rockstar annoiate e narcotizzate, team italoamericani, gay in conflitto con lo zio nazista (Camminando sull’acqua 2004 di Fox, This must be the place 2011 di Sorrentino, Hunters 2020 con Al Pacino). Sulla caccia incombeva il morso della cronaca, cui, come sotto l’alta pressione, la storia sfugge ed è la cronaca di tutti i giorni a ricordarlo segnando sul calendario la morte dei protagonisti delle vicende vere, dai decessi della più che centenaria ex segretaria di Goebbels e dell’ultimo parente 90enne di Anna Frank a quelli decessi dell’ultimo sopravvissuto e del medico di Auschwitz.
Nazizombie
La caccia finisce per carenza di cacciabili e si vorrebbe che il Male assoluto risorga eternamente per poter proseguire all’infinito a cacciarlo e sconfiggerlo. Allora alla bisogna nulla meglio corrisponde del sottogenere degli zombies, sub del sottogenere macabro sanguinario splatter del sottogenere gotico del genere horror.

Gli zombies sembrano umani ma non lo sono; poiché sono contagiosi è legittimo ucciderli ed è doveroso farlo nei modi più macabri poiché gli zombies sono quasi immortali. Sul piano metapolitico corrispondono ai nazisti che sembrano un movimento politico legittimo ma non lo sono, poiché sono politicamente morti viventi; che sono contagiosi a livello politico a prescindere dal contesto, dal tempo e dallo spazio; infine che sono quasi immortali richiedendo una caccia che si trasformi in massacro. Dietro questo desiderio e questa giustificazione, si espande, in un loop ciclico, il filone nazizombie, dove infiniti e immortali soldati nazisti sposano l’incubo storico, l’horror ed il ritorno perenne del nemico crudele e macabro. I titoli durano dagli anni ’70 ad oggi con varianti subacquee, desertiche, innevate e di cannibali (L’occhio nel triangolo’77 di Wiederhorn, Zombie Lake ’80 di Rollin, Oasis of the zombies ‘82 dello spagnolo Franco, Dead Snow 2009 Dead Snow 2 e Red vs Dead 2014 del regista norvegese Wirkola, i britannici Outpost 2008, Outpost Black Sun 2012 e Outpost Rise of the Spetsnaz 2013 di Barker, First Squad 2009 di Ashino, Attack of the Herbals 2011 di Keith, War of the Dead 2011 di Makilaakso, Nazis at the Center of the Earth 2012 di Lawson, Nazi Zombie Death Tales 2013 di Higgins, Overlord 2018 di Avery).

Nel Frankenstein’s Army 2013 dell’olandese Raaphorst, per dare maggiore forza allo splatter, lo si propone come falso documentario (mockumentary, analogo di fake), con la tecnica found footage utilizzando, rimontate e rielaborate, riprese anticate, fatte passare per materiali di repertorio.Tutto per dare veridicità scioccante a creature biomeccaniche distruttive, a corpi umani mostruosi, dalle eliche taglienti sul petto o pentoloni deambulanti, in una infernale gotica macabra surrealtà che congiunge gli esperimenti nazisti a Frankenstein. La serie fantascientifica inglese Outpost alla fine congiunge zombie nazisti e russi, in un nuovo invincibile iperveloce e perfetto supersoldato. Così si perfeziona la trasformazione di una massa putrida di carne cadaverica in un supereroe alla rovescia
Games nazizombie
I games sono il naturale proseguimento e sviluppo dei nazizombies, tra Black Ops 2 Zomb e versioni retrocompatibili su Xbox One.

Sledgehammer Games in specifici tutorial spiega come sopravvivere, nel game, alle tecniche di lotta corpo a corpo con gli zombi nazisti; quanti colpi servano per fermare ogni nuova ondata di zombi e ogni quanto tempo l’ondata si ripresenti. Nei milioni di varianti dei giochi diversi, in mondi tra misticismo e industria, con Infinite Warfare, Morte ai non morti, Die Rise, L’Ultimo Reich e Black Ops II modalità Zombi nazisti, i giocatori possono inventarsi armi proprie come Fuoco libero, sparatoria a ciclo continuo senza ricarico e consumo di munizioni, oppure il Liquefattore che ha permesso, si fa notare, ad un noto gamer di distruggere 10.364 zombi senza mai muoversi dall’angolo di una stanza o anche la granata, bomba adesiva, particolarmente adatta per i Wüstling, grossi zombi con mazza chiodata al posto del braccio. Il gioco, divertentissimo da soli, nasce per maggiore intensità per la partecipazione di più gamers.

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca. Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021.