San Siro, il custode Aler minacciato «Infame, sei morto», si dimette per la seconda volta

Milano

Ancora San Siro, ancora il malaffare, ancora l’abusivismo mai controllato. E la violenza di parole e di minacce. Il custode Aler Giuseppe era già stato «cacciato» dopo il primo giorno di lavoro, poi era tornato con i vigilantes ingaggiati dall’Aler. Ora è costretto a dimettersi ancora.

I residenti: hanno vinto gli spacciatori di droga. – Lo riferisce il Corriere a cui un residente rivela «Ci sono gli spacciatori che vogliono tranquillità e poca attenzione mediatica. Loro non vedono di buon occhio un custode arrivato proprio nel momento in cui Aler ha attuato una stretta sulla sicurezza con sgomberi in particolare nelle cantine e nei solai utilizzati dai pusher… Qui la sicurezza non è un fatto che può risolvere la polizia, è un equilibrio difficile. Bisogna evitare il braccio di ferro e allo stesso tempo ripristinare la legalità a prescindere dalla presenza del portinaio”

Stiamo parlando di via Zamagna 4, un condominio complesso, nel bene e nel male, per il quale, al fine di arginare l’illegalità, Aler aveva mandato un custode una prima volta e poi ritornato con la massima buona volontà. Molti residenti e alcuni ragazzi  lo avevano festeggiato quando era arrivato, ma dopo le scritte sui muri («Vai via», «infame», «sei morto») e dopo che erano state lanciate vicino a lui due bottiglie e un asse di legno con dei chiodi, sono arrivate le sue dimissioni per la seconda volta.

Alcuni residenti si rimboccano le maniche e cercano di tenere pulito “Se tornerà il custode, almeno non troverà tutto questo sporco. Il buon vivere e la percezione di sicurezza iniziano dal senso di responsabilità di ognuno”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.