Si avvicinano le elezioni regionali e il PD è in subbuglio: sul loro Facebook chiamano a raccolta i simpatizzanti, coccolano i loro voti contro il “Disastro dell’amministrazione di Centrodestra”. Non si sa che cosa riusciranno ancora a inventare, dopo l’assoluzione dell’operato della Lombardia durante la pandemia. Sala pare tentato, qualora Fontana non si ricandidasse: ampliare l’eventuale suo potere, appare una gratificazione alla sua convinzione di onnipotenza. Nel frattempo Milano si fa centrale con iniziative che poco hanno a che fare con le sofferenze di chi ci vive, ma il can can mediatico e l’arrivo dei protagonisti del partito, dovrebbero smuovere i più riottosi. E così ritorna attuale il noto DDL Zan.
Sì, il percorso del Ddl Zan riparte da Milano. Con la fine dei sei mesi di “embargo” al Senato il prossimo 27 aprile il testo tornerà in Aula e per l’occasione il capoluogo lombardo, sabato 14 maggio alle 14.30, ospiterà la prima delle tre Agorà democratiche organizzate per allargare il dibattito sul tema a tutte le persone interessate. All’Agorà parteciperanno, tra gli altri, il segretario nazionale del Partito Democratico Enrico Letta, l’onorevole Alessandro Zan e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
Non credo risolva gli innumerevoli problemi contingenti, ma sarà un grandioso spot per il partito